LEGGE 194 / PATTA (PRC/SE_LOMBARDIA): «SUBITO CONCORSI IN LOMBARDIA PER AVERE MEDICI NON OBIETTORI NEGLI 11 OSPEDALI CHE NON GARANTISCONO IL DIRITTO ALL’ IVG».

Milano, 23 febbraio 2017

Antonello Patta, segretario regionale Prc/SE Lombardia ha dichiarato:

«Il concorso della regione Lazio per l’assunzione di medici non obiettori di coscienza con i quali permettere all’ospedale San Camillo di Roma di garantire il diritto all’interruzione di gravidanza è un esempio che va seguito in tutta Italia e in particolare in Lombardia.

Nella nostra regione decenni di governo delle destre hanno prodotto lo smantellamento dei servizi nati per garantire una maternità liberamente autodeterminata.

Così è stato per i consultori, molti dei quali sono stati chiusi, mentre spesso quelli rimasti sono ridotti a miseri ambulatori, perdendo la funzione originaria di sostegno allo sviluppo di sessualità e maternità libere e consapevoli.

Ma particolarmente grave è il fenomeno dell’aumento di medici obiettori che in diversi territori rendono quasi impossibile l’interruzione di gravidanza in strutture pubbliche sicure: in Lombardia ben 11 presidi ospedalieri su 63, tra quelli con un reparto di ginecologia e ostetricia, hanno in organico solo medici obiettori.

Le conseguenze, volute, sono l’aumento della piaga degli aborti clandestini rischiosi per le donne e lucrosa per medici compiacenti e grassi profitti per cliniche private.

E’ dunque più attuale che mai la proposta avanzata da tempo dal PRC della Lombardia per un’intervento della Regione che preveda: “L’obbligo per ogni presidio ospedaliero, con reparti di ostetricia e ginecologia, di garantire nel rispetto della legge 194, l’interruzione volontaria di gravidanza con la presenza di medici non obiettori di coscienza per almeno il 70% dell’organico”.

Nell’immediato si facciano subito anche in Lombardia concorsi per l’assunzione di medici non obiettori presso quei presidi ospedalieri nei quali oggi non è garantito il diritto all’interruzione di gravidanza previsto da una legge della Repubblica».