RIFONDAZIONE: COME OGNI ANNO OGGI A GENOVA, CONTRO LA REPRESSIONE E GLI OLIGARCHI CHE FANNO LA GUERRA

Oggi saremo di nuovo a Genova in Piazza Alimonda a dopo 21 anni dal G8 per ricordare le giornate in cui lanciammo con i movimenti un inascoltato allarme sulle conseguenze devastanti per l’ambiente, i diritti sociali e la pace del capitalismo neoliberista. Riempimmo le strade per dire no agli oligarchi dell’est e dell’ovest e i governi che ne rappresentano gli interessi. Oggi che si fanno la guerra e cercano di arruolarci con una propaganda incessante va ricordato che Putin era uno di loro.

Parteciperemo stamattina al presidio contro gli arresti dei sindacalisti del Si. Cobas e dell’USB davanti alla Prefettura di Genova alle ore 10. Siamo di fronte a una inaccettabile criminalizzazione delle lotte dei lavoratori da parte di magistrati che si pongono fuori dalla Costituzione. Ancora una volta, come a Genova nel 2001, la repressione colpisce chi lotta.

Nel pomeriggio a Piazza Alimonda con tante altre/i manterremo viva la memoria della repressione che colpì il nostro movimento culminata con l’uccisione di Carlo Giuliani, con la mattanza della Diaz e con le torture a Bolzaneto. Ci saremo ancora una volta per dire no al capitalismo neoliberista che impoverisce e sfrutta le classi lavoratrici e sta conducendo il pianeta verso la terza guerra mondiale e la catastrofe ecologica.

Fummo l’unico partito italiano totalmente interno al movimento dei movimenti presente a Seattle, Porto Alegre e a Genova dove partecipammo in decine di migliaia. A Genova nel 2001 emerse uno spazio sociale e politico radicale che era alternativo nei contenuti ai due poli di centrodestra e centrosinistra. Nell’Italia di Draghi ce n’è ancor più bisogno. Lavoriamo per la costruzione di un’Unione Popolare contro il partito unico della guerra, della precarizzazione del lavoro, delle privatizzazioni che proprio a Genova hanno mostrato il loro tragico fallimento con una strage costata 42 vite innocenti. Saremo in piazza con lo striscione “Mario Draghi? No, grazie”. 

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale e Sergio Dalmasso, segretario regionale Liguria del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea