8 Marzo, la Lega ed un manifesto offensivo ed inaccettabile.

di Giovanna Capelli (Segreteria Regionale Prc/SE Lombardia).

Il Manifesto della Lega con le  Mimose per l’otto marzo spiega perfettamente a quale inferno di subordinazione e sudditanza si condanni tutto il genere femminile : 


  1. alla donna il compito”naturale”di promozione della famiglia e quello strategico di far sopravvivere la nazione,
  2. l’eccesso di autodeterminaziona e libertà  susciterebbe rancore e conflitto con gli uomini  (se le donne vengono ammazzate è perchè sono troppo libere)
  3. si copre lo scandalo di una democrazia  dove il genere, che è metà dell’elettorato è rappresentato in percentuali bassisime prendendo in giro le “quote rosa “

Purtroppo il popolo italiano conosce la matrice di queste idee che il fascismo ha sostenuto e diffuso e che ora vengono riverniciate dalla propaganda fascioleghista e sostenute con nuova aggressività e prepotenza riesumando pratiche e idee che le lotte delle donne avevano zittito e ributtato in un passato da dimenticare.

Invece si attacca la 194, la possibilità di separarsi delle donne con il disegno di legge Pillon e la legittimità delle famiglie arcobaleno.

La risposta concreta viene dal movimento femminista: denunciare il turbocapilalismo patriarcale, rafforzare e allargare la mobilitazione delle donne e degli uomini che le sostengono, far riuscire la giornata dello sciopero femminista globale dell’8 marzo. Sciopero della produzione, della riproduzione, della cura perchè la libertà e l’autodeterminazione delle donne è una grande occasione per la umanità , per superare il paradigma del profitto, della competizione, della guerra.

Milano, 06/03/2019