RIFONDAZIONE: ALPINI, IL RADUNO DELLA VERGOGNA. 150 CASI DI MOLESTIE SEGNALATE NEL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI

Nello scorso week end, più di 400 mila alpini si sono riversati nelle strade di Rimini e, come accaduto anche in altre città negli scorsi anni, il raduno si è trasformato in una bolgia imbevuta di machismo militaresco e di testosterone.

Grazie anche alle compagne di Non Una di Meno sono emerse moltissime segnalazioni di molestie fisiche, palpeggiamenti, battute sessiste, pedinamenti compiuti spesso da uomini in branco e ampiamente tollerati in un clima festoso di “goliardia e tradizione”.

Molte delle denunce arrivano dai luoghi di lavoro come bar e ristoranti, dove le donne lavoratrici devono già subirsi turni massacranti, salari da fame e contratti spesso precari.

Viene denunciata anche l’omertà e la tolleranza da parte delle forze di polizia presenti, come una sorta di solidarietà cameratesca.

In questo clima vergognoso l’aspetto più imbarazzante è stato il silenzio delle Istituzioni, locali e nazionali. L’ associazione alpini (ANA) non solo non ha commentato ufficialmente quanto accaduto, ma ha addirittura ridimensionato la vicenda facendo presente che le varie segnalazioni di molestie sono state fatte sui social e che non è stata presentata alcuna denuncia formale alle forze dell’ordine. Insomma, si è portato solo un po’ di «allegria e un po’ di goliardia».

Come da copione, è’ intervenuto solo Salvini che, ovviamente, si è schierato con gli Alpini. Un silenzio complice, omertoso e vergognoso in una fase storica che vede il ritorno di rigurgiti militareschi, nazionalismi spinti e inni alla madre Patria, che non sono altro che la stessa faccia del patriarcato.

Nel dare massima vicinanza e solidarietà alle donne coinvolte in questo tipo di violenze, ribadiamo il nostro netto rifiuto ad una deriva guerrafondaia di questo Governo, in cui armi, eserciti e il rispolverare giornate in memoria di corpi militari, prendono più spazio, soldi e importanza di welfare, scuola, sanità e della stessa democrazia.

Milano, 10/05/2022

Fabrizio Baggi, Segretario regionale

Mara Ghidorzi, Responsabile regionale politiche di Genere

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia