RIFONDAZIONE: AFGHANISTAN E ORA TOCCA AL BURKA

RIFONDAZIONE: AFGHANISTAN E ORA TOCCA AL BURKA

Lo scorso 7 maggio, il leader supremo dei talebani Hibatullah Akhundzada, ha reso obbligatorio per le donne l’uso del Burka, da lui ritenuto tradizionale e rispettoso, tutte le volte che si mostreranno in pubblico ma soprattutto davanti ad un uomo che non appartenga alla famiglia. Si ritorna indietro di vent’anni come nel precedente periodo talebano, si ritorna nel medioevo più oscuro, le donne provocano, sono portatrici di turbamenti anche solo se mostrano il viso.

Dopo che alle donne sono state vietate l’istruzione e il lavoro (persino alle vedove), dopo il divieto di viaggiare da sole per lunghe distanze (oltre i 72 kilometri), quello di partecipare alle feste anche quelle familiari, dopo  l’imposizione di  coprire il capo ora le si vuole nascondere completamente, renderle dei fantasmi e si aggiunge che dovranno rimanere chiuse in casa e uscire solo se avranno compiti importanti da svolgere pena condanne che prevedono anche il carcere.

Cosa ci si poteva aspettare da questo governo misogino e brutale?  Lo chiediamo a chi ha sostenuto la trattativa di Doha dicendo che i talebani erano cambiati. Lo chiediamo a chi è insensibile a tutto quello che sta succedendo in Afghanistan, lo chiediamo a chi è indifferente alle condizioni disumane riservate delle donne, a chi non si indigna per tutto questo, lo chiediamo al Governo, al Parlamento e al Ministro degli esteri che non spendono una parola su tutto quello che, anche loro, hanno permesso succedesse facendo ritornare i talebani in Afghanistan. Lo chiediamo a loro che in vent’anni di presenza nel paese non hanno provveduto alla sua ricostruzione e chiediamo alle forze democratiche di Sinistra di prendere posizione e di agire per portare l’attenzione tutto questo.

Non lasciamo le donne afghane da sole, tutte quelle donne che nel pericolo hanno continuato a manifestare e che per questo sono scomparse, sono state arrestate e qualcuna anche uccisa.

Non riconosciamo quel regime che brutalizza le donne, che calpesta i loro diritti, che utilizza la sharia per governare, sosteniamo le forze democratiche che esistono e che a fatica continuano a ribellarsi e a lottare.

Si istituisca, in collaborazione con le forze democratiche europee e afghane, un Osservatorio speciale per il monitoraggio delle violazioni e dei diritti umani che documenti le continue violazioni

Non rimaniamo in silenzio, mobilitiamoci, lo dobbiamo a tutte le donne afghane.

Milano, 10 maggio 2022

Fabrizio Baggi, Segretario regionale

Giovanna Cardarelli, Responsabile Regionale Internazionalismo

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia