LA CRISI ECONOMICA FA CRESCERE LA DOMANDA DI ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE. BERGAMO: I DATI DELL’OSSERVATORIO PER LA LEGALITA’ PER L’ANNO 2021 DIMOSTRA IL FALLIMENTO DELLA MISSIONE DI ALER
A cura di: Fabio Cochis, Responsabile regionale politiche abitative e Fabrizio Baggi , Segretario regionale – Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea – Lombardia
Il processo di trasformazione dell’edilizia residenziale pubblica in bergamasca è continuamente peggiorato dall’inizio della riforma inaugurata dall’entrata in vigore della Legge 16/2016 e poi proseguita con il Regolamento Regionale n. 4/2017.
L’Edilizia Residenziale Pubblica, gestita da ALER in bergamasca, si trovava, fino alla fine del 2018, in una condizione di relativa efficienza: buone manutenzioni dei caseggiati, riattazione veloce degli alloggi, le assegnazioni in tempi celeri e in quantità percentuale superiore ad altre province, assenza di occupazioni abusive, contenute morosità per mancato pagamento dei canoni, ecc…
Da quando sono iniziate le riforme della Giunta Maroni (proseguite con Fontana), la gestione bergamasca dell’edilizia residenziale pubblica è progressivamente scivolata nella inoperosità e nel degrado del patrimonio: diminuzione delle assegnazioni e una gestione degli alloggi (manutenzione, mobilità, morosità) sempre più fallimentare. L’obbiettivo sembra scientificamente perseguito per motivare la ineluttabilità della privatizzazione e della vendita del patrimonio.
Per denunciare questa volontà politica, Unione Inquilini, insieme a Rifondazione Comunista, hanno organizzato a Bergamo un presidio, venerdi 8 aprile, insieme a tanti inquilini abitanti le case popolari ma anche in locazione privata. Durante l’iniziativa sono stati criticati i dati forniti dall’Osservatorio per la legalità e la trasparenza di ALER Bergamo sui primi 9 mesi dell’anno 2021.
Nel documento dell’Osservatorio sono presentati i dati del funzionamento di Aler Bergamo dell’ultimo triennio. Se confrontati con il periodo precedente è evidente un drammatico fallimento della missione di ALER di dare risposta alla crescente domanda di alloggi a canoni sostenibili.
Nell’anno 2018, le assegnazioni di case popolari in bergamasca sono state 383; nell’anno 2019, a fronte di 1.120 domande, le assegnazioni (proseguite fino al 2020) erano già scese a 61; dopo la sospensione dei bandi avvenuta nell’anno 2020, nell’anno 2021, nonostante Aler avesse messo a disposizione solo 214 alloggi e le domande fossero 3.301, gli alloggi assegnati sono stati pochissimi, solo 36.
Nella città capoluogo nell’anno 2018 Aler aveva assegnato 162 alloggi. Nell’anno 2019 le assegnazioni erano diminuite a 111 alloggi. Nel 2021 su 89 alloggi messi a disposizione e 1057 domande da inquilini, le assegnazioni sono state 12. Solo poco più del 1% di chi ha fatto domanda ha ricevuto una casa.
Anche il Comune di Bergamo non ha mai assegnato cosi pochi alloggi. Infatti nell’anno 2021 erano 31 gli alloggi assegnati, nonostante le domande fossero state 777 (Dati forniti dall’Ufficio alloggi del Comune di Bergamo). In questo caso ha ottenuto una casa solo il 4% di chi ha fatto domanda. Per fare un confronto nell’anno 2019 le assegnazioni (proseguite per tutto il 2020) erano state 69.
Un altro dato allarmante è l’aumentato del numero degli alloggi lasciati sfitti per la mancanza di manutenzione e per l’inefficienza nelle assegnazioni. In Bergamasca erano circa 700 a fine 2019 (un dato già molto alto), sono saliti a 1.020 a settembre 2020. Al 30 settembre 2021 gli alloggi sfitti erano diventati 1.109.
Impressionante è anche il numero delle autorimesse sfitte: a fine 2017 erano circa 700, a fine 2020 erano 933, a settembre 2021 erano aumentate a 984. Questo dato è spiegabile con il fatto che, a causa di canoni troppo elevati, tantissimi assegnatari si rifiutano di stipulare nuovi contratti di locazione oppure disdettano i contratti e restituiscono ad Aler le autorimesse. Questo è il risultato della Legge regionale n. 27 del 2007 che ha stabilito la privatizzazione dei prezzi dei box, con fissazione di prezzi di mercato. Tante volte i sindacati hanno chiesto ad ALER di ridurre i canoni per renderli accessibili. Purtroppo ALER si è sempre rifiutata di avviare una trattativa.E’ una scelta che priva le famiglie di un bene di utilità e si configura come un danno per le entrate dell’Aler: 492.000,00 euro ogni anno, derivante dal mancato introito di canoni di locazione e dal degrado al quale sono soggette le unità immobiliari.
L’ultimo dato allarmante è quello delle morosità degli inquilini. A fine settembre 2021 gli inquilini in morosità erano nella provincia 5.327 (4.708 nel 2018). Il debito totale al 30 settembre 2021 era pari a euro 15.882.773 (nel 2018 era di euro 13.164.722). In percentuale la morosità ammonta, sull’emesso in totale, al 18,11% (14,87% nel 2018).
I dati forniti dall’Osservatorio non sono completi e mancano ancora 3 (tre) mesi alla fine del 2021. Pertanto è presumibile che la morosità sia salita ancora ben oltre il 20%. Questa percentuale è impressionante e non potrà certo essere affrontata e ridotta solo con l’ordinaria erogazione dei Contributi regionali di solidarietà (previsto da Regione Lombardia nella legge regionale), mentre sarebbe necessario un sostegno agli inquilini nel pagamento delle spese condominiali, in particolare quelle del riscaldamento destinate a salire nei prossimi mesi a seguito della speculazione finanziaria e di guerra. Ormai le spese condominiali impattano in modo predominante sui bollettini inviati da Aler. Sarebbe necessario un confronto con i sindacati che però il presidente di ALER sembra non volere.
I sindacati hanno più volte richiesto interventi economici a sostegno del pagamento dei bollettini ma anche la messa in campo di misure di carattere strutturale che riguardano la manutenzione straordinaria per il risparmio energetico.
Purtroppo l’Ufficio manutenzione di Aler Bergamo è stato incapace persino di presentare progetti per essere finanziati dal “Super bonus” introdotto dal decreto legge n. 34/2020 per interventi di manutenzione straordinaria. Al degrado manutentivo degli alloggi si è aggiunta, a Bergamo e provincia, la continua riduzione, da parte degli Enti locali, delle politiche di accompagnamento sociale. Questo sta aumentando i livelli di disagio economico e sociale, con l’evidente peggioramento della vivibilità nei caseggiati e l’aumento della conflittualità tra gli inquilini.
A fronte della volontà di Regione Lombardia e delle ALER di dismettere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è necessario che Rifondazione Comunista, in tutte le provincie, si unisca ai sindacati e ai movimenti per denunciare l’assoluta insufficienza del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente, a fronte dell’aumento della domanda proveniente dalle famiglie precarietà abitativa a causa della insostenibilità dei canoni del mercato privato. Dobbiamo rivendicare che Regione Lombardia e i Comuni riprendano a sviluppar l’ERP, a partire dalla ristrutturazione dell’enorme patrimonio vuoto e sfitto.
Dobbiamo anche organizzare vertenzialità nei confronti delle ALER provinciali perché si impegnino maggiormente a migliorare la qualità della vita degli inquilini che abitano le case popolari, attraverso la riduzione dei canoni di locazione adeguati e proporzionati al reddito e la garanzia di servizi nelle abitazioni e nei quartieri ad un prezzo proporzionato alla loro qualità ed al bilancio delle famiglie.
