FOEE: TTIP SVANTAGGIOSO PER L’AGRICOLTURA UE

Tra i danni che produrrebbe il ttip sono da annoverare gli svantaggi economici per l’agricoltura europea, specie in alcuni settori tra cui l’allevamento di bovini e suini, il lattiero caseario e quello delle produzioni agricole di qualità. La Lombardia rischierebbe di essere una delle regioni più colpite. Di questo parlano l’articolo pubblicato di seguito e il rapporto «Contadini europei in svendita – i rischi del TTIP per l’agricoltura europea» cui si riferisce.

FOEE: TTIP SVANTAGGIOSO PER L’AGRICOLTURA UE

Pubblicato oggi in 17 Paesi europei il rapporto Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea, con il quale i sostenitori della Campagna STOP Ttip – in corteo Roma il 7 maggio dalle 14.00 da Piazza della Repubblica – mettono in guardia l’Europa dai potenziali danni economici e dai rischi per un abbassamento degli standard di sicurezza nel settore agroalimentare.

Il documento, redatto dall’organizzazione Friends of the Earth Europe in collaborazione, per l’edizione italiana, dell’associazione Fairwatch, «analizza tutti gli studi più recenti di impatto economico del Trattato di partenariato transatlantico TTIP sul settore agroalimentare europeo». Secondo i suoi estensori «Il TTIP aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro, mentre avrà pochi benefici e per pochissimi grandi produttori europei, la maggior parte del settore industriale […] mentre il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe diminuire dello 0,8%, con conseguente perdita di posti di lavoro, quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%».

Nel rapporto anche alcune previsioni per singoli comparti del settore agroalimentare. In particolare per la carne bovina («…se le tariffe dell’UE saranno eliminate come previsto, ci saranno aumenti significativi delle importazioni di carne bovina statunitense verso l’Europa, che varranno fino a 3,2 miliardi di dollari»), i latticini («…le esportazioni Usa si prevede che aumentino fino a 5,4 miliardi di dollari in più, mentre quelle europee al massimo di 3,7 miliardi di dollari») e la carne suina («la carne di maiale europea è il doppio di quella degli Stati Uniti, e ha regole più severe sul benessere degli animali. Il vero nodo è la ractopamina: tra il 60% e l’80% dei suini negli Usa è trattato con questo ormone vietato da noi perché danneggia il sistema endocrino umano. Gruppi di pressione degli Stati Uniti stanno premendo per l’eliminazione di questo, oltre che per la completa eliminazione delle tariffe»).