«Valle Vertova. Dal dire al fare.»

di Vittorio Armanni.

I primi giorni di aprile la Segreteria Provinciale di Bergamo e  il Circolo Torre Boldone-Valle Seriana  del  Partito della Rifondazione Comunista , hanno preso conoscenza della richiesta  di una Immobiliare per la realizzazione di due Centrali Idroelettriche ad acqua fluente della potenza ciascuna di circa 200 Kw,  nei Comuni di Vertova e Gazzaniga, rilevando elementi di gravità tali da richiedere la predisposizione di un percorso di iniziative da opporre a tale Progetto.                                           Presa visione dei carteggi di Progetto depositati nel Comune di Vertova e redatto una prima bozza critica al progetto, la stessa bozza  è stata posta in visione,  per una valutazione e iniziativa unitaria,  al Collettivo Politico di Alzano , all’Associazione Ambientalista Orobie Vive e  distribuito un volantino informativo e illustrativo ai  residenti nei territori interessati con un buon grado di accettazione da parte dei cittadini.

Con alcune opportune integrazioni è stato predisposto il documento di Ossevazioni/Opposizione, sottoscritto da Vittorio Armanni- Prc, Danilo Donadoni- Orobie Vive, Francesca  Finali –Collettivo di Alzano, Maurizio Rovetta – Prc Torre B.-Valle Seriana, depositato il 30 maggio 2016 al Servizio Ambiente, Servizio Aree Protette e Biodiversità, Ufficio VIA, della Provincia di Bergamo.

L’iniziativa ha prodotto nei giorni successivi l’adesione, al denominato COMITATO VALLE VERTOVA BENE COMUNE, di altre Associazioni Ambientaliste, Gruppi Culturali e Forze Politiche (Sel, M5s,Pd Albino) e la decisione di promuovere  per il  7 luglio 2016  una Assemblea Pubblica  per  l’illustrazione dei progetti (M.Rovetta) e delle osservazioni/opposizione  ai progetti dell’immobiliare in questione (V.Armanni)ed altri contributi di carattere legislativo e tecnico. E’ stata promossa una raccolta firme per dire NO alle centrali idroelettriche in Valle Vertova.

L’Assemblea ha avuto un successo notevole, registrando  la presenza di circa 250 persone ed un consenso generale ai promotori dell’iniziativa che nelle loro esposizioni hanno evidenziato le caratteristiche della Valle Vertova  come uno dei più suggestivi siti  ad elevato valore ecologico e paesaggistico, per il microclima presente , per le correnti di aria fresca gradevole anche nei giorni più caldi dell’anno, per la presenza di biodiversità di notevole valore  patrimoniale naturale per tutta la comunità e la purezza delle acque del torrente Vertova.

La stampa ha dato uno spazio significativo alla problematica e alle forze politiche istituzionali dimenticando, forse non a caso, che se non avesse preso l’iniziativa Rifondazione Comunista, non si sarebbero nemmeno accorti dei progetti di realizzazione di Centrali Idroelettriche.                                                          Per quanto ci riguarda ci riteniamo soddisfatti di essere protagonisti di una iniziativa che senza alcun intento di mettere e mantenere il cappello di primogenitura, assume una connotazione di massa e coinvolge in forma unitariamovimenti , forze ambientaliste , culturali e politiche.

Con queste note, spero senza eccessi di ottimismo e presunzione, ho voluto cercare di cogliere come si sia riusciti a realizzare ciò che in più occasioni si discute nelle riunioni del Partito e che nella routine quotidiana difficilmente riusciamo a tradurre in pratica politica. Ovvero il realizzare, mettendo in dialogo, sulla base di proposte chiare, soggetti differenti, la costruzione di processi unitari decisivi per restituire protagonismo politico diffuso in tempi di progressiva disillusione e di restringimento degli spazi di partecipazione. Cioè si è palesato come una rifondazione Comunista che riposiziona il baricentro della propria iniziativa politica nei processi sociali reali trova spazio per la propria presenza nella società, cresce in credibilità e riconoscimento mentre svolge un ruolo importante per la costruzione di processi partecipativi e la crescita di una sinistra alternativa all’altezza dei compiti che le contraddizioni del Capitale richiedono. Nel caso in specie si tratta della lotta contro la speculazione privata dell’energia e della tutela dell’ambiente, ma è e deve essere possibile nelle lotte nel e per il lavoro, per l’abitare, per gli spazi sociali, per una buona scuola, per la parità di genere, per i diritti di cittadinanza dei migranti , per la pace, ecc…  Questa mi pare essere, sia pure in una realtà territoriale di  ridotte dimensioni, la strada per rilanciare il nostro partito ecostruire un soggetto unitario , plurale e autonomo che permette di mettere insieme uomini e donne che si riconoscono a sinistra in una posizione antiliberista .          

Vittorio Armanni (vecchio/nuovo(?) comunista)                    9.luglio2016