BOLIVIA: PRESIDIO CONTRO IL GOLPE Sabato 23 novembre davanti al Municipio di Bergamo.

BOLIVIA: PRESIDIO CONTRO IL GOLPE Sabato 23 novembre davanti al Municipio di Bergamo.

Esprimiamo ferma condanna del colpo di stato che si è realizzato in questi giorni in Bolivia, che si è concretizzato attraverso i pronunciamenti della polizia ed esercito a seguito di fiumi di violenza scatenati dall’estrema destra con pretesti strumentali di presunti brogli nelle elezioni del 20 ottobre che hanno confermato al primo turno Evo Morales presidente.
Le violenze e il processo golpista, evidentemente preordinati già da lunga data, non si sono fermati nemmeno alla richiesta dell’Osa, accettata da Morales, di indire nuove elezioni.
Malgrado le dimissioni di Morales, le destre proseguono con le violenze caratterizzate platealmente in senso razzista, nei confronti di membri del governo, autorità, esponenti sostenitori del partito “MAS” comprese popolazioni indigene contadine, che sono 3/4 della popolazione boliviana.
La destra si è impadronita degli organi istituzionali calpestando qualsiasi parvenza di legalità e rispetto degli ordinamenti del Paese.
Questo avviene mentre una campagna di disinformazione internazionale giustifica il colpo di stato ordito sotto la regia degli Usa, secondo un copione messo in scena già più volte e in vari modi in America Latina per stroncare i processi democratici e di cambiamento.
Anche fra gli osservatori meno benevoli nei confronti dell’esperienza del “MAS” viene rilevato che la crisi politica in Bolivia giunge dopo tredici anni di straordinario progresso sociale, civile ed economico (quasi il 5% di crescita annua) che non ha precedenti sia nella storia della Bolivia e sia nel mondo attuale.
Ciò non è bastato evidentemente alla oligarchia boliviana la quale non è più disposta a tollerare le politiche di redistribuzione della ricchezza, di promozione sociale nei confronti delle categorie più povere nonché l’emancipazione delle popolazioni indigene contadine dopo secoli di emarginazione ed oppressione.
D’altro canto l’imperialismo Usa e la finanza internazionale, pur di mettere le mani sulle ricchezze minerarie della Bolivia, divenute strategiche e per colpire la ripresa dei movimenti democratici e sociali in America Latina (Ecuador, Cile, Argentina, Brasile etc..), nella loro strategia di dominio hanno scelto un’altra volta di fare affidamento sulla violenza e sulle componenti più reazionarie e screditate, quasi a dimostrare che – anche a livello mondiale – siamo all’incompatibilità drastica tra neoliberismo da una parte e democrazia dall’altra.
Quello che è in gioco è il futuro della Bolivia, ma anche il futuro di tutti noi.
Chiamiamo pertanto ad una mobilitazione esprimendo il pieno sostegno al legittimo Presidente Evo Morales, chiedendo il rispetto dei risultati elettorali e diffidando i colpisti ed i loro complici a interrompere òe azioni di violenza e repressione contro la POPOLAZIONE INDIGENA e CONTADINA.
Per tutte queste ragioni noi cittadini boliviani residenti a Bergamo, promuovono un presidio da tenersi sabato 23 novembre, a partire dalle ore 16, davanti al Municipio piazza Matteotti 3 a Bergamo.
Invitiamo a tutte le organizzazioni politiche, sociali, culturali e religiose italiane ed straniere a esprimere solidarietà sostenendo attivamente questa giornata di mobilitazioni, contro il COLPO di STATO e la repressione contro i movimenti sociali e politici progressisti.
Promuovono: gli attivisti boliviani del #MAS IPSP #ITALIA Bergamo.

Aderiscono: (Rovato), Rete antirazzista “Como Senza Frontiere”
Arci BergamoANPI comitato provinciale di BergamoSinistra Italiana BergamoPrc LombardiaRifondazione Comunista Bergamo e provinciaPotere al PopoloPotere al Popolo – Bergamo, Sindacato generale di Base Lombardia, Sindacato generale di Base Bergamo, lista civica Sinistra per un’ALTRA SeriateUnione Inquilini Bergamo, Comitato Antisfratti-Diritto alla Casa-Brescia, lista civica Bergamo in comune, Carc Bergamo, Centro Sociale 28 Maggio, Rete Como senza frontiere.

Per adesioni: 328 398 6250 – (Remy Guzman) – 333 422 5564 (Julio Soto).