ORDINE DEL GIORNO APPROVATO A PIANENGO (CR) SUL CARO BOLLETTE

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO A PIANENGO (CR) SUL CARO BOLLETTE

di Andrea Serena, Consigliere lista “Insieme per Pianengo” membro del circolo di Crema del “Partito della Rifondazione Comunista”

In data 23.12.2021 il consiglio comunale di Pianengo ha approvato all’unanimità un mio ordine del giorno di contrasto agli aumenti delle bollette dell’energia partiti da ottobre e riguardanti soprattutto luce e gas, l’unione nazionale consumatori stima incideranno per 1.500 Euro annui a famiglia tipo.

I prezzi delle bollette sono enormemente aumentati a causa degli aumenti delle materie prime a seguito della ripresa economica post pandemia e in parte per il costo delle politiche ambientali di contenimento della Co2.

Noi riteniamo che in realtà esistano cause ben più profonde, una l’aver legato questi beni di prima necessità esclusivamente a logiche di mercato che registrano in tempo reale gli aumenti delle materie prime mentre sono restii ad applicare gli eventuali ribassi, inoltre le bollette non essendo legate a congrui criteri di progressività pesano fortemente sulle fasce deboli e popolari già colpite dalla pandemia e dallo sblocco di sfratti e licenziamenti attuati dal governo.

Il 22.12.2021 come riporta “il Sole 24 Ore” il Primo ministro Draghi dice che ” I grandi produttori di energia stanno facendo profitti fantastici” ma il costo dell’idroelettrico e quello delle rinnovabili  “non hanno niente a che vedere con quello del gas eppure viene venduta tutta al prezzo del gas” e per questo li invita a partecipare al sostegno dell’economia del paese.

Noi crediamo che i grandi produttori abbiano potuto fare questi grandi profitti per questioni strutturali che nulla hanno a che vedere con la buona volontà o meno di compartecipare allo sviluppo del paese, sicuramente le liberalizzazioni hanno dato grandi poteri a questi soggetti in gran parte privati, ricordiamo inoltre che l’Iva in bolletta è del 10%, iva riservata per beni non ritenuti come primari mentre andrebbe portata al 5%, ricordiamo che in bolletta finiscono anche i costi per investimenti e la remunerazione del capitale investito, creando l’assurda situazione che chi meno consuma più paga e anche per questo riteniamo che debba essere rivisto.

Sicuramente siamo per un ritorno al controllo pubblico del settore energetico recedendo dalla completa liberalizzazione prevista per il 2023 al fine di attuare una autentica transizione energetica e una reale tutela delle fasce sociali più deboli e popolari e per una riforma della tassazione superando la politica di interventi estemporanei o dei semplici inviti volontaristici ai grandi produttori di energia.

Ricordo che questo o.d.g si inserisce anche in una campagna nazionale svolta dal mio partito di appartenenza “Rifondazione Comunista”, penso sia una problematica che tocchi tutti indistintamente e quindi sebbene siamo un piccolo comune ho ritenuto doveroso dare il mio contributo come consigliere a questa problematica e a delle possibili soluzioni.