STRAGE DI BERGAMO: PER UNA VERA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA

STRAGE DI BERGAMO: PER UNA VERA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA.

“Confronto a più voci per ricostruire i fatti ed individuare le responsabilità di Governo e Regione Lombardia. Un fatto di civiltà per non occultare la verità”.


11/12/2021 – Ore 15:00 c/o Centro “La Porta” via Papa Giovanni XXIII n° 30  – Bergamo e conferenza stampa venerdì 10/12 ore 11:30 c/o sede Rifondazione Comunista Bergamo in via Borgo Palazzo 84/G 

RELAZIONE INTRODUTTIVA di Giovanna Capelli, responsabile regionale sanità Prc/SE Lombardia
Interverranno:
Consuelo Locati, Coordinatrice team legale vittime covid 19
Simona Suriano, Parlamentare Ex M5S
Vittorio Agnoletto, Medicina Democratica
Paolo Ferrero, Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea
Fiorenzo Bertocchi, Segretario Prc/SE Brescia
Francesca Berardi, Segretaria Prc/SE Cremona
Piergiuseppe Bettenzoli, Comitato Verità e Giustizia Ospiti Fondazione Benefattori Cremaschi
Andrea Viani, Segretario Prc/SE Lodi
Pia Panseri, Segreteria provinciale Prc/SE Bergamo
Sono previsti inoltre interventi di rappresentanti di Comitati e Associazioni del territorio bergamasco
CONCLUSIONI di Fabrizio Baggi, Segretario regionale Prc/SE Lombardia

[La conferenza stampa ed in seminario verranno integralmente trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook Prc/SE Lombardia e sul canale Youtube Prc – Sinistra Europea Lombardia]

Per domande da remoto scrivere a diretta@rifondazionelombardia.it

[Firmate e diffondete la petizione online “Vogliamo una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia in Italia” che si trova su
change.org al seguente link: https://www.change.org/…/parlamento-vogliamo-una…]

A questo link l’evento su facebook

La pandemia Covid-19   ha sconvolto e sta ancora sconvolgendo il mondo, ha fatto vacillare l’idea di progresso e di autorevolezza della scienza, ha messo in luce la precarietà non solo del lavoro, ma della vita stessa mostrando come la morte possa ripiombare come presenza e minaccia costante nella vita quotidiana.

Nel dramma generale che si consuma in questa fase della vicenda umana, la storia delle  migliaia di vittime del Covid  di Alzano, di Nembro, di Codogno e di Bergamo è stata subito  definita una strage, come strage è stata chiamata la moria di anziani nelle RSA a partire dal Trivulzio come tale l’hanno sentita i parenti delle vittime trasformando il dolore e il lutto della singola morte in una volontà collettiva di costruzione di una memoria pubblica che stabilisca le responsabilità politiche e sanitarie di questo tremendo evento, avvenuto nel cuore dell’Europa, in una Regione ricca come la Lombardia e in un paese che all’art  32 della Costituzione recita che “la Repubblica tutela   la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Giustamente i primi referenti sono stati i Tribunali a cui i parenti si sono rivolti in modo collettivo o individuale. Ma dalle prime risposte di questo percorso, che deve essere perseguito con tenacia, emerge la sua insufficienza a far emergere in modo chiaro ed evidente le connessioni fra la strage e le responsabilità individuali, a partire dalla lentezza dei processi e anche da qualche incomprensibile archiviazione che già si è verificata e che non promette bene per il futuro.

Alla fine le responsabilità sono politiche, sia della situazione sanitaria pregressa che ha indebolito il nostro sistema sanitario e lo ha reso incapace di affrontare il virus, sia delle decisioni prese nel contesto immediato dopo i primi casi, quando si doveva decidere se dichiarare o no le zone rosse che hanno coinvolto Comune, Regione Governo.

Giustamente per fare chiarezza politica è stata avanzata la richiesta di una Commissione parlamentare di inchiesta.

La storia della nostra Repubblica è stata disseminata nei suoi snodi più problematici dal lavoro di queste commissioni (terremoti, il Vaiont, il sequestro Moro, la P2, le stragi fasciste. Etc) che hanno prerogative, autorevolezza e poteri particolari ed accesso a dati e documenti e molte di queste hanno dato risultati dirimenti per la difesa della Democrazia come quella presieduta da Tina Anselmi sulla P2.

Tutti dovrebbero essere interessati a questa ricerca di verità e di giustizia. Invece furbescamente la Commissione è stata istituita, ma l’ambito delle sue ricerche ed indagini è stato limitato nel tempo, prima del 20 gennaio del 2020 e dell’oggetto “i Paesi in cui il virus si è manifestato inizialmente”.   

Per questo come Partito siamo in prima fila a contribuire anche con questa iniziativa a Bergamo a rafforzare la mobilitazione e la condivisione pubblica affinchè  una vera  Commissione di inchiesta Parlamentare vada costituita, è un fatto di democrazia, di ricerca della verità, che non solo ripristina una narrazione corretta e giusta su ciò che è successo a Bergamo  ma è la premessa per difendere in futuro la salute dei cittadini, per non permettere che il nostro servizio sanitario pubblico sia distrutto e sia sempre più impreparato ai futuri sviluppi di questa epidemia e alle altre possibili epidemie, che si possono determinare grazie a questo  sistema del capitalismo finanziarizzato, estrattivista e nemico dell’ambiente.