RIFONDAZIONE: COMO E LE COMMISSIONI ANTIMAFIA. IL DITO E LA LUNA

RIFONDAZIONE: COMO E LE COMMISSIONI ANTIMAFIA. IL DITO E LA LUNA

Leggendo i programmi delle/i candidate/i sindaca/o a Como siamo tutti richiamati al problema della sicurezza messa in pericolo dagli schiamazzi notturni, dagli ubriachi, dallo spaccio e dall’ accattonaggio.

Tutti promettono in caso di vittoria di ripulire, riordinare e rendere più decorose le strade. Benissimo.

Silenzio quasi totale sul fatto che anche Como e la sua provincia siano invasi dagli affari delle mafie: riciclaggio di denaro sporco, traffico di cocaina a chili, traffico illegale di rifiuti, cosche criminali che controllano interi pacchetti di voti alle elezioni.

Salute, legalità e diritti di tutti messi a repentaglio, quindi.

Nella riunione della commissione comunale sicurezza urbana e antimafia del comune di Como del novembre 2020 Alessandra Dolci, della procura distrettuale antimafia di Milano era stata chiara, dicendo quello che un comune può fare in una situazione come la nostra, definita allarmante per via delle infiltrazioni malavitose nell’economia locale.

Gli amministratori non devono aver paura di denunciare le infiltrazioni mafiose: minimizzare per non danneggiare l’immagine della città è come rendersi complici dei clan.

I comuni dovrebbero segnalare tutte le attività finanziarie sospette di essere riciclaggio di denaro sporco delle quali vengono a conoscenza nello svolgimento delle loro funzioni (appalti…)

I comuni devono richiedere con forza l’assegnazione dei beni sequestrati alle mafie e destinati ad attività di servizio per la cittadinanza, non affittarle a chiunque o peggio ancora vendere!

Gli amministratori non devono sottovalutare le mafie e anzi, devono fare una pressante campagna di informazione al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini perché “chi non sa, non vede”. Oggi la nostra provincia è fra quelle più omertose d’Italia mentre i frequenti arresti ci dimostrano che mafia e ’ndrangheta sono qui.

Parole semplici e proposte del tutto condivisibili, ma del tutto assenti tra le promesse di questa campagna elettorale: nessuno che ne parli chiaramente.

È proprio vero: quando il saggio indica le cosche mafiose lo stolto guarda all’ubriaco che piscia per strada.

Fabrizio Baggi, segretario regionale Lombardia

Pierluigi Tavecchio, segretario provinciale Como

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea