Comunicati stampa del Prc/SE in occasione della giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del settore metalmeccanico per il rinnovo del CCNL di categoria.

COMUNICATO STAMPA

LAVORO – Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale unitario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di domani, 20 aprile.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

«La riuscita dello sciopero è di decisiva importanza per fermare l’attacco al contratto collettivo nazionale che nell’impostazione di Federmeccanica escluderebbe il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti salariali, annullando uno strumento decisivo di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Parallelamente viene richiesto un aumento dell’orario di lavoro: lavori di più, guadagni di meno! E’ un’impostazione inaccettabile con cui si vorrebbero mettere le lavoratrici e i lavoratori in competizione tra di loro, azienda per azienda. E’ un’impostazione inaccettabile a fronte di livelli salariali tra i più bassi d’Europa e orari di lavoro tra i più lunghi.
La riuscita dello sciopero di domani ha inoltre un valore generale essendo esplicito il consenso di Confindustria al ridisegno del modello contrattuale che Federmeccanica vorrebbe imporre.
Siamo sicuri che la risposta di domani sarà forte e determinata».

19 aprile 2016.

COMUNICATO STAMPA

METALMECCANICI – PRC: «BENE SCIOPERO, LA MIGLIORE RISPOSTA AL MODELLO DI CONTRATTO CHE FEDERMECCANICA VUOLE IMPORRE»

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

«La grande adesione allo sciopero dei metalmeccanici oggi in tutta Italia è un’ottima notizia. Si è trattato infatti di una mobilitazione unitaria molto importante per fermare l’attacco al contratto collettivo nazionale di lavoro. Le manifestazioni odierne sono la migliore risposta dei lavoratori al modello contrattuale che Federmeccanica e Confindustria, spalleggiate dal governo, vorrebbero imporre».

20 aprile 2016