Coronavirus, a Bergamo le cose non possono migliorare se così tante fabbriche restano aperte.

Coronavirus, a Bergamo le cose non possono migliorare se così tante fabbriche restano aperte.

di Francesco Macario per Il Fatto Quotidiano

La situazione di Bergamo a dispetto dei dati ufficiali non mi sembra migliorata. Le cause che hanno ridotto la bergamasca a un lazzaretto sono note, a partire dagli stretti rapporti economici delle valli con la Cina, che sono stati probabilmente all’origine del contagio.

Già da febbraio il virus colpiva, ma in seguito alla distruzione della presenza della sanità pubblica, realizzata dalla regione Lombardia a favore dei grandi ospedali e della privatizzazione del sistema, nessuno se n’è accorto.

Se a febbraio avessimo cercato attivamente le polmoniti, avremmo potuto evitare il lockdown. Non avendo realizzato subito strategie di contenimento si è prodotto un disastro. Quando il contagio era evidente, errori hanno ridotto ospedali e Rsa in centri di diffusione del contagio.

Sono poi arrivate scelte scellerate. Sono state consentite le partite, i raduni di tifosi; si è favorito, scontando il biglietto dei mezzi pubblici, lo shopping in centro e così via. È chiaro dunque perché in queste zone il virus è dilagato. (continua a leggere)