PATTA (PRC-LOMBARDIA): “Mancata zona rossa a Bergamo: le responsabilità della politica e i silenzi dell’informazione”.

PATTA (PRC-LOMBARDIA): “Mancata zona rossa a Bergamo: le responsabilità della politica e i silenzi dell’informazione”.

Non solo sulle case di riposo ma anche sulla mancata zona rossa a Bergamo. Come Partito della Rifondazione Comunista lo stiamo denunciado da tempo, a tutte le istanze, dando voce ai familiari delle vittime.Questa mattina il Segretario Regionale del Prc/SE LombardiaANTONELLO PATTA – ha dichiarato:

Mancata zona rossa a Bergamo: le responsabilità della politica e i silenzi dell’informazione.

L’istituzione della zona rossa a Bergamo avrebbe potuto salvare molte vite e ridurre di molto l’estensione dei contagi in Lombardia. Lo sostengono ora giornali e tv nazionali. Ed è oramai riconosciuto che la mancata scelta dipese dalla sudditanza di Regione e governo alle ciniche e irresponsabili pressioni degli industriali.I rappresentanti nelle istituzioni le cui criminali decisioni hanno prodotto tanto dolore e lutti dovranno essere chiamati a risponderne di fronte alla giustizia. Ma anche così resterebbe un gigantesco problema relativo al ruolo dell’informazione nel nostro paese. Noi di Rifondazione rilanciando un’evidenza nota ai medici e percepita dalla popolazione abbiamo inviato subito a tutti i giornali e televisioni analisi precise e circostanziate di ciò che stava accadendo chiedendo l’istituzione della zona rossa. I grandi giornali avrebbero potuto intervenire subito e, forse, sotto la loro pressione i politici, anche quelli più riluttanti, sarebbero stati costretti a scelte diverse.

C’entra forse qualcosa il fatto che la proprietà dei media sia nelle mani di quegli stessi poteri economici e industriali che hanno anteposto i profitti alla vita delle persone e per questo ottenuto da politici conniventi la non istituzione della zona rossa?

La drammatica crisi che stiamo vivendo mostra che molte cose dovranno cambiare, tra queste non mi pare secondaria una riforma del sistema informativo per sottrarlo ai condizionamenti che limitano gravemente la libertà d’informazione”.
06/04/20

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