VACCINO, APPELLO DI AGNOLETTO A DRAGHI: “L’ITALIA FACCIA UN ATTO CONCRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DEI BREVETTI”

VACCINO, APPELLO DI AGNOLETTO A DRAGHI: “L’ITALIA FACCIA UN ATTO CONCRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DEI BREVETTI”

di Matteo Pucciarelli

Il medico ed ex portavoce dei no global inserito tra i dieci professionisti della scienza che hanno inciso nel 2021 per la lotta al Covid. “Senza una vaccinazione diffusa in tutto il mondo, continueranno a nascere nuove varianti”

La rivista del settore Sanità Informazione lo ha inserito nella lista dei dieci professionisti della scienza che hanno segnato a livello mondiale i 365 giorni di lotta alla pandemia del 2021, nello specifico con la campagna europea per la sospensione dei brevetti sui vaccini. Il medico Vittorio Agnoletto, già presidente della Lega per la lotta contro l’Aids, ex portavoce dei no global nelle drammatiche giornate di Genova nel 2001, poi europarlamentare di Rifondazione comunista, oggi è coordinatore di Right2cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICENo Profit on Pandemic, alla quale in Italia hanno aderito tutti i sindacati, compresi quelli di base, Arci, Emergency, Libera, gruppi cattolici e parrocchiali, con testimonial come Silvio Garattini e don Luigi Ciotti.

Agnoletto ‘festeggia’ il riconoscimento (è in ottima compagnia: con lui, tra gli altri, Antonella Viola, Alberto Mantovani, Giovanni Rezza) con il Covid: nonostante abbia ricevuto la terza dose, febbre alta e dolori. “Da ieri sto meglio, però per me non è stato affatto un comune raffreddore…”, dice.

C’è un collegamento tra la diffusione di #Omicron e il fatto che mezzo mondo, quasi sempre quello più povero, non sia vaccinato?”

Certo, le varianti sono il risultato di un errore spontaneo nella replicazione della diffusione del virus. Più il Covid-19 si replica più è possibile che gli errori provochino nuove varianti. Le quali sono perciò il frutto dell’assenza diffusa di vaccini e farmaci”.

Senza la vaccinazione di massa mondiale il Covid è destinato a non scomparire?

“In assenza di una vaccinazione diffusa e in tempi brevi il rischio è proprio la formazione di nuove varianti e quindi il pericolo di andare avanti così in continuazione. Anche perché ogni volta che compare una nuova variante non sappiamo il suo potenziale diffusivo e il suo livello di pericolosità. Né sappiamo se i vaccini che ci sono in quel momento saranno in grado di contrastare la nuova variante, e ci vogliono mesi di studio per capirlo. La richiesta quindi di far produrre vaccini in tutto il mondo è sì di giustizia, eguaglianza e diritti ma anche di un sano egoismo se si pensa alla nostra economia”.

I tempi brevi’ di cui parlava prima cosa possono significare?

“Già oggi secondo l’Oms se fossero sospesi i brevetti sui vaccini e fosse socializzata la conoscenza per tre anni il mondo occidentale, Corea del Sud, Bangladesh, India, Sudafrica e Brasile sarebbero in grado di produrre nuove vaccini. Così entro l’estate 2022 il 70-75 per cento di popolazione mondiale sarebbe vaccinata. E consideriamo che si è perso già un anno di tempo, India e Sudafrica avevano avanzato una richiesta del genere a ottobre 2020, e con loro altri cento Paesi del sud del mondo e cento premi Nobel ed ex governanti come Mario Monti e Romano Prodi. Senza dimenticare gli appelli in questo senso di papa Francesco e dell’Oms”.

Chi si oppone alla liberalizzazione?

“L’anno scorso di opposero Ue, Gran Bretagna, Svizzera, Singapore, Australia, Giappone, Brasile e Stati Uniti. Oggi rimangono contrarie Ue, Gran Bretagna e Svizzera”.

Mario Draghi si era espresso a favore della liberalizzazione e in Europa ha un ruolo centrale, Joe Biden prima ancora lo stesso: allora perché non si riesce a sbloccare?

“Biden ha ribaltato la posizione di Donald Trump e oggi gli Usa sono formalmente a favore, con il segretario di Stato americano che ha chiesto un impegno a tutti i ministri della Salute del mondo occidentale. Draghi invece non ha mai fatto un atto politico ma solo delle dichiarazioni. La posizione della Ue è sostenuta dai Paesi europei e in primis dai governi tedeschi, francesi e il nostro. La cosa curiosa è che al parlamento europeo diversi partiti che sostengono il nostro esecutivo, come Pd e 5 Stelle, hanno votato più volte per la sospensione dei brevetti, senza però imporla ai governi di cui fanno parte”.

Donare i vaccini non può essere una soluzione?

“No. Come dice don Luigi Ciotti la carità e l’elemosina non possono mai sostituire i diritti. Poi di quelle forniture promesse in passato ne sono state fatte arrivare meno del 25 per cento. Secondo, perché nelle donazioni è la nazione che dona che decide in base ai propri interessi geopolitici quanto e a chi donare. Terzo, purtroppo molte volte le dosi donate sono a un passo dalla scadenza che non solo non si riescono a utilizzare ma chi le riceve poi deve occuparsi pure di smaltirle. Noi comunque non chiedono la cessione del brevetto, ma la sospensione. Opzione prevista in casi eccezionali, e questo lo è, dallo statuto dell’Organizzazione mondiale del commercio. I diritti di remunerazione dei privati non sono in discussione ma si tratta di trovare un equilibrio tra i loro enormi guadagni e il numero dei morti. Senza scordare che quei vaccini sono stati prodotti in gran parte con fondi pubblici”.

Messa così viene quasi da pensare che alle grandi case farmaceutiche non convenga debellare il covid.

“Io invito solo a riflettere sul fatto che alle aziende produttrici dei vaccini conviene che il mondo ricco sia periodicamente costretto ad acquistare nuovi e massicci quantitativi, affinché la pandemia si trasformi in endemia. Il vero punto di domanda è quali sono i rapporti che legano i vertici politici che si oppongono alla liberalizzazione a Big Pharma. Di queste ultime puoi capire la ricerca del profitto, ma di chi dovrebbe preoccuparsi della salute pubblica?”.

Perché è così difficile essere convinti sostenitori della scienza e allo stesso tempo porre dubbi su Big Pharma?

“Perché Big Pharma ha un potere enorme nel mondo della politica e della comunicazione. Da più di un anno chiediamo un confronto televisivo con i vertici di Farmindustria, senza successo. Possibile che la questione dei brevetti non diventi la prima materia di discussione pubblica? Per questo vorrei rilanciare un appello al presidente del Consiglio affinché prenda la decisione formale di sospendere i brevetti. Sarebbe un gran regalo a noi e al mondo per il 2022″