SOS : fermare la vergogna del disegno di legge Pillon

SOS : fermare la vergogna del disegno di legge Pillon

di Giovanna Capelli – Segreteria Regionale Prc/SE Lombardia

Domani 23 luglio approfittando del clima estivo e forse sperando nella disattenzione del movimento delle donne ritorna in discussione in Commissione Giustizia del Senato come sede referente il Ddl Pillon. L’obiettivo è approvare un testo unico entro il 7 agosto. Il primo firmatario, Pillon Senatore della Lega organizzatore del Family Day ha pienamente riversato in questo disegno di legge tutta la sua cultura maschilista e patriarcale, costruendo un testo che, se approvato rappresenterebbe un gravissimo regresso rispetto alla legislazione vigente su separazione e divorzio che certamente è ancora segnata dalle dinamiche patriarcali neoliberiste ma che è stata modificata dalle lotte del movimento delle donne e che potrebbe essere migliorata, non con l’obiettivo di ripristinare e difendere la sacralità della famiglia e rendere difficile la separazione , ma di rendere effettiva la autodeterminazione delle donne e dei minori troppe volte intrappolate/i in relazioni famigliari lesive della loro dignità e dei loro diritti.

Se il Ddl PIllon diventasse legge la separazione sarebbe più difficile con una asimmetria totale di poteri a favore del marito: più penalizzante per il coniuge più debole, cioè in genere la donna, con obbligo di ricorrere alla mediazione famigliare in strutture private, con i figli trattati come “oggetti “da dividere fra i coniugi e non come persone da ascoltare e della cui volontà tener conto. Per non parlare della adesione alla teoria della PAS, cioè alla sindrome di alienazione parentale, una vera e propria aberrazione, non riconosciuta dalla medicina ufficiale.

La indignazione contro questo decreto è ampia nel paese ha riempito le piazze di Verona sull’onda dell’appello di Non una di meno e si è manifestata costantemente durante la preparazione e le mobilitazioni per lo sciopero femminista globale dell’8 marzo. La maggioranza parlamentare non ne ha tenuto conto, neppure quelli e quelle che come i 5 Stelle esprimevano in varie sedi dissenso su quel testo. Ora siamo al dunque, contano i fatti, non le parole.

E’ necessario riprendere la lotta e la mobilitazione, fuori dal Parlamento domani e nelle piazze d’Italia. Invitiamo le compagne di Rifondazione a partecipare alle proteste dove vengono promosse da Non Una di meno e/o a organizzarle in prima persona.

Aderiamo allla manifestazione di Non una di meno in Piazza Duomo, domani alle 18,30 a Milano

Milano, 22/07/2019