ENNESIMO ABUSO DA PARTE DELLE UNIVERSITÀ SU CHI STUDIA: DOPO PAVIA, ANCHE MILANO

di Lorenzo Lunardi, coordinatore provinciale Giovani Comunisti/e Lecco

Lunedì 14 novembre 2022, alcunu studentu che stavano mangiando su delle scale, nella sede di Via Conservatorio dell’università degli studi di Milano, sono stati cacciatu a forza tramite secchiate d’acqua.

Ciò potrebbe sembrare uno spiacevole incidente e invece no, si tratta dell’ennesimo atto di abuso da parte delle università su chi studia. Ma facciamo chiarezza.

La sede di Via Conservatorio è una delle tanti sedi dislocate nel territorio milanese della Statale e non possiede una mensa, visto che la mensa è solo nella sede centrale di Via Festa del Perdono; per quanto la sede di Via Conservatorio contenga al suo interno un bar, esso è comunque un posto piccolo e con pochi posti a sedere con la conseguenza che nelle ore di punta il bar sia ricolmo di studentu, con tanto di fila fuori dal bar solo per entrare. Visto ciò, si può capire perché quelle persone stavano mangiando su quelle scale, perché banalmente non vi è posto per mangiare e anche nelle altre sedi vi è uno squilibrio -se non una vera e propria mancanza- di posti dove poter mangiare in pace e numero di studentu che frequentano le sedi.

Tuttavia questa è solo la fatidica punta dell’iceberg dato che, chi studia alla statale di Milano, lamenta la mancanza di aule studio, di bagni funzionanti, panchine, aule grandi (visto che nei primi giorni di ogni anno scolastico vi è la calca di persone che stanno fuori dalle aule per seguire la lezione visto che in aula ci sono pochissimi posti a sedere), il tutto condito da un’edilizia scolastica decisamente insufficiente, visto che nei giorni di pioggia intensa piove pure dentro gli edifici scolastici.

Visti tutti questi problemi, ci si domanderebbe se non conviene piuttosto rimanere a casa, seguendo le lezioni in DAD, tuttavia il Rettore Franzini, con una scelta odiata da studentu e professoru, ha deciso a settembre 2021 di interrompere l’obbligo della DAD imposto dal Governo Conte II durante la pandemia di Covid-19 che ha colpito questo Paese, specialmente la Regione Lombardia vista la disastrosa gestione della stessa da parte della Giunta Fontana. La scelta di interrompere la DAD però è stata giustificata dal fatto che, essendoci stato un calo dei contagi di Covid-19 per tutta l’estate del 2021, non avesse senso continuare a promuovere la DAD in toto, giustificazione che non ha retto però con le salite dei contagi ad inizio dicembre 2021 e che sono perdurate fino a maggio 2022 e che hanno causato la forzata frequentazione delle lezioni da parte di chi studia, con il serio rischio di contagiarsi in aula o sui mezzi di trasporto.

Ed è qua che abbiamo centrato il punto della situazione: la disastrosa gestione dell’università da parte del Rettore Franzini, gestione che ha tra le sue pagine nere l’intervento della Polizia per cacciare il collettivo Ecologia Politica Milano solo per aver occupato un’aula inutilizzata per sistemarla e metterla a disposizione come aula studio per chi ne avesse bisogno (intervento che ha causato delle denunce verso chi fa parte del collettivo) e il processo che vede coinvolto il Rettore Franzini e il Rettore Gherlone dell’Università San Raffaele di Milano per “turbata libertà nella scelta del contraente per due bandi per altrettanti posti in Urologia al San Paolo e al San Donato”, come riporta l’articolo di La Repubblica del 6 luglio 2022, praticamente un abuso grazie alla propria influenza sullo svolgimento di un bando universitario.

Insomma, il Rettore vede l’università come un suo possedimento, nel quale non si preoccupa minimamente di capire i disagi di chi frequenta l’università, fa scelte del tutto arbitrarie senza preoccuparsi dell’opinione di chi la frequenta e soprattutto che usa il pugno duro se ci si prova a ribellare: insomma, un padre-padrone della sua università.

Noi Giovani Comunisti/e rifiutiamo questa visione dell’università, dove i rettori hanno uno strapotere al livello dei grandi industriali, che usano il pugno duro contro chi contesta l’operato e nel quale la vita universitaria venga vista come pura competizione tra chi studia; noi GC vogliamo un’università pubblica che sia solidale, laica, gratuita, universale, nella quale chi vi entra deve essere in grado di avere a disposizione tutto ciò che occorre per avere una vita universitaria che sia il più tranquilla possibile, nel quale venga favorita la cooperazione tra chi studia e anche nel rapporto tra chi insegna e chi studia, nel quale venga favorita una formazione universitaria o anche professionale che consentano a chi studia di entrare nel mondo del lavoro con tutti gli strumenti per fare il lavoro che si vuole senza prendere il famoso pezzo di carta solo per far contenti i padroni così ti possono sfruttare meglio.

In ultimo, ma non ultimo, solidarietà a quelle persone cacciate a secchiate d’acqua solo perché stavano mangiando.