BASTA LIBERO MERCATO E SPECULAZIONE SULLA CASA; RIPARTIAMO DALLE LOTTE SE VOGLIAMO AFFRONTARE E RISOLVERE L’EMERGENZA ABITATIVA! 10 OTTOBRE SFRATTI ZERO! ANCHE IN LOMBARDIA!
La casa è un bene primario e su questo chi non è d’accordo! Ma in Italia questo principio basilare viene assoggettato brutalmente dalle logiche del libero mercato più sfrenato e senza regole.
Da oltre 20 anni le politiche neoliberiste hanno preso il sopravvento e a partire dalla approvazione della legge 431/98 che liberalizzò i canoni di locazione abolendo il famoso equo canone, gli affitti sono costantemente cresciuti soprattutto nelle aree ad alta densità urbana.
La Pandemia è stato forse l’unico momento in cui la dinamica di aumento del costo dell’affitto ha subito una sostanziale frenata…ma la parentesi si è già chiusa dai primi mesi del 2022. Gli affitti hanno ripreso ad aumentare nelle grandi città e purtroppo sono riprese anche le esecuzioni degli sfratti dopo la rimozione del blocco pandemia. Riprende prepotentemente a crescere anche il costo del mattone, sospinto dai crescenti capitali investiti nel settore edilizio per effetto di bonus e incentivi stanziati dai governi Conte prima e Draghi poi.
Centinaia di migliaia di famiglie italiane hanno in questi anni sperimentato cosa significa perdere il lavoro e rischiare poi di perdere anche il bene primario della casa. Decine di migliaia di sfratti e pignoramenti resi più rapidi e efficaci da spudorate leggi fatte a favore delle banche e di fondi di investimento che quotidianamente lucrano sui debiti delle famiglie in difficoltà.
La mobilitazione di oggi lanciata da Unione Inquilini si chiama “Sfratti Zero” ed è giunta alla sua nona edizione perché parla di una emergenza abitativa sempre più ampia e profonda che viene alimentata da politiche tutte sbilanciare a favore della rendita immobiliare e dei grandi capitali finanziari. Come Rifondazione Comunista aderiamo a questa campagna che nasce da una mobilitazione mondiale per il diritto all’abitare e portiamo le nostre proposte e energie come contributo ad una lotta fondamentale per il rilancio di una piattaforma di opposizione sociale alle politiche neoliberiste. Il tema del diritto alla casa è in tutta Europa una questione calda; lo abbiamo visto a Barcellona e in Spagna dove i comitati antisfratto e le proteste di massa contro gli espropri operati dalle banche contro le famiglie hanno ottenuto attenzione e sostegno da parte dell’opinione pubblica e lo abbiamo visto anche a Berlino, per fare un altro esempio, dove i movimenti per la casa hanno chiesto un tetto ai canoni e la rimunicipalizzazione di migliaia e migliaia di appartamenti finiti negli anni nelle mani di fondi di speculazione il cui unico scopo era ed è quello di lucrare sul fabbisogno abitativo!
Lo deve essere anche a Milano e in tutte le città della Lombardia ed è ora che anche qui si rimetta in moto un movimento trasversale e unitario capace di imporre una nuova politica dell’abitare orientata in senso costituzionale! Una agenda popolare capace di dire Basta al Mercato e alla speculazione come meccanismo di accumulazione predatorio.
In Italia, tanto per cominciare, serve un piano di edilizia pubblica e sociale da 500 mila nuovi alloggi popolari! I soldi per realizzarlo si devono prendere dove si trovano in abbondanza, cioè nelle tasche dei ricchi proprietari che beneficiano da anni di una cedolare secca al 10% che è uno scandalo alla luce del sole! Bisogna tassare la grande proprietà e la multiproprietà in maniera crescente e imporre una patrimoniale sui grandi patrimoni e utilizzare parte di questi proventi per investimenti pubblici volti a riqualificare le case popolari esistenti e a realizzarne di nuove recuperando aree e edifici dismessi, dove realizzare piani di edilizia sociale e un mix abitativo in grado di accogliere non solo i ceti più poveri ma anche giovani coppie, lavoratori fuori sede e studenti. Idee e proposte ne sono state avanzate tante in questi anni…piani di rigenerazione urbana che ogni anno a disposizione delle regioni italiane miliardi di euro per realizzare progetti di questo tipo ma gli enti regionali e locali non vogliono mettere in campo progetti di pubblica utilità e così buona parte di questi fondi resta inutilizzato! Questo perché lo Stato e le amministrazioni locali hanno da tempo smesso di occuparsi di un bene comune quale la casa. I risultati sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti e ci parlano non solo di migliaia di sfratti illegali, ma di minori che finiscono insieme ai genitori in mezzo ad una strada e di Comuni che mettono a disposizione un numero troppo basso di alloggi popolari.
È ora di scrivere una storia diversa, fatta di riscatto e voglia di cambiamento!
La casa è un diritto, riconquistiamolo con la lotta!
Giovanni Carenza, commissione casa Prc/SE – Lombardia

