Documento politico approvato dal CPR lombardo del 19/06/2022

Documento politico approvato a larghissima maggioranza (37 voti favorevoli e 2 astenuti) dal Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia riunitosi il 19 giugno 2022.

Il Comitato Regionale della Lombardia riunito domenica 19 giugno ritiene che:

  1. Il Partito della Rifondazione Comunista ha analizzato con tempestività e lungimiranza il carattere eccezionale della fase che stiamo attraversando dallo scoppio della pandemia di Covid in cui si sommano ed intrecciano crisi sanitaria non ancora conclusa e le sue conseguenze economiche e sociali di lunga durata. La gestione neoliberista di questa crisi globale e sistemica imprime una violenta riorganizzazione economica e sociale all’insegna della precarizzazione del lavoro, della cancellazione dei diritti, dell’aumento delle disuguaglianzee dell’irresponsabile rinvio della trasformazione ecologica del modello produttivo, l’unica che può salvaguardare la vita del pianeta compatibile con la sopravvivenza del genere umano.
  2. Il PRC ha espresso nelle mobilitazioni e nei dibattitti una unanime e forte opposizione alla guerra, come ha fatto per l’invasione dell’Afghanistan, dell’Irak, della Siria, dei territori della Palestina, o quando la Nato bombardava la Serbia per imporre la indipendenza del Kossovo. Ha definito l’invasione russa dell’Ucraina, una gravissima violazione del diritto internazionale, una irresponsabile mossa che pretenderebbe di rispondere alla incessante azione espansionista della Nato. Il violento scontro in atto fra potenze capitalistiche rischia di condurci alla terza guerra mondiale o di produrre nel cuore dell’Europa una situazione simile all’Afghanistan, una guerra per procura della Nato contro la Russia attraverso il popolo ucraino. Se questo conflitto non viene fermato devasterà l’Ucraina e il suo popolo, farà pagare al popolo russo il peso delle sanzioni e rovescerà su tutti i popoli europei i costi economici e sociali della guerra a partire dai rifornimenti energetici e alimentari e di molte materie prime. Abbiamo organizzato e continueremo a farlo, iniziative contro la guerra, contro Putin e contro la Nato; ci ricolleghiamo alla tradizione dell’internazionalismo socialista e comunista, alla nostra Costituzione, che all’art. 11, rimane lapidaria attraverso l’uso del verbo ripudiare nell’indicare la volontà di sottrarre la Repubblica da ogni guerra di aggressione.  La nostra posizione, che trova ampia rispondenza nella volontà popolare di pace, va continuamente promossa e argomentata nell’obiettivo di costruire ed allargare il movimento pacifista, contro la guerra contrastando in ogni modo il clima guerrafondaio e militarista, il processo alle voci critiche ed indipendenti che scandalosamente vengono fatte passare a libro paga diPutin.
  3. Mai l’Italia ha avuto un ruolo così subalterno e succube degli interessi Usa. Fin dal suo sorgere siamo alla opposizione del governo Draghi; abbiamo puntualmente criticato i provvedimenti presi e le impostazioni delle leggi di bilancio malgrado gli sforamenti e le copiose risorse del PNNR il Governo, con la complicità della destra, ha rafforzato l’impianto neoliberista degli ultimi decenni puntando alle privatizzazioni, all’allargamento del lavoro precario, ai bassi salari e scandalosamente sottovaluta l’emergenza ambientale e climatica. Ma il volto vero del Santo Draghi si è svelato ai cittadini e alle cittadine quando accanto all’invio delle armi all’Ucraina, per noi assolutamente fuori dal dettato costituzionale, è stata aumentata la spesa militare annua da 25 a 38 miliardi, dunque questo governo di unità nazionale continuamente in ascolto di Confindustria e di Fratelli d’Italia ci porta nei fatti a una cobelligeranza e a una vera economia di guerra.
  4. Questo è lo scenario gravissimo che dovremo affrontare nel prossimo anno coniugando al massimo opposizione sociale e lavoro politico di aggregazione e unificazione dei soggetti che ritengono irrimandabile costruire un’alternativa di popolo, di classe, pacifista, ecologista e femminista. Anche nella ricca Lombardia la crisi ha morso e ora si aggrava. A fronte del crescere dell’inflazione che arriva al 6,6% in Regione con punte di 7,3 % a Brescia (già a gennaio prima della guerra gli aumenti dei prezzi sono stati ben del 4,8%  )i salari delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti sono rimasti fermi ai livelli bassissimi. Il “governo dei migliori” è stato totalmente immobile rispetto alla necessità di aumenti salariali, e ha scaricato sui ceti popolari il peso di tutti i rincari. Nella sola nostra regione su 1.289.538 contratti attivati l’80% è a termine mentre il saldo tra contratti attivati e cessati registra una perdita di 103.069 posti di lavoro; merita attenzione il fenomeno delle dimissioni volontarie, a partire dalla sanità, alla ricerca di posti dove sia più possibile conciliare reddito, qualità del lavoro e della vita. Malgrado la scandalosa gestione del Covid di Regione Lombardia, il numero dei morti, le stragi nelleRSA, le mancate zone rosse, i tempi di attesa per le visite, la mancanza di medici, tutto è tornato peggio di prima (legge Regionale 22) e  vi è una oggettiva convergenza fra politiche sanitarie do Regione Lombardia e Governo sull’uso del PNRR. Si costruiscono strutture territoriali moderne assolutamente mancanti di personale medico ed infermieristico, mentre aumentano con il tempo le carenze di personale pubblico. Così il PNRR è un’occasione per una ulteriore privatizzazione della sanità, una porta spalancata per le multinazionali della sanità privata nei territori e negli ospedali (già si appaltano ai privati interi Pronto soccorsi e reparti ospedalieri della sanità pubblica )
  5. In questo contesto ci prepariamo come gruppo dirigente della Regione Lombardia a costruire una coalizione elettorale alternativa al centro-destra e al centro-sinistra sia per le elezioni nazionali che per le elezioni regionali. I risultati delle elezioni amministrative italiane a partire dalle liste di cui noi siamo stati protagonisti ci mostrano la difficoltà della costruzione di liste alternative locali efficaci in mancanza di un progetto aggregatore nazionale, nel quadro più generale di un aumento della astensione e di un distacco drammatico fra governanti e governati travolti da una crisi sociale da cui non vedono possibile uscita. Dove sono state presentate liste alternative il successo arriva solo quando esiste una storia e un radicamento locale, un lavoro sociale riconosciuto. Guardiamo con interesse ed entusiasmo alle elezioni francesi:lo straordinario successo della Nuova Unione Popolare (la NUPES pareggia con il 25,7% i voti di Macron e lascia la destra al 18%) in una nazione decisiva per struttura economica e ruolo politico come la Francia darà a questa nuova opposizione parlamentare la possibilità di svolgere un ruolo chiave nella lotta contro la guerra, la Nato e le politiche neoliberiste della UE. Con questa proposta Mèlanchon ha saputo riaggregare una sinistra divisa e frammentata, e riportare alla politica, lavoratori e lavoratrici poveri e precari. L’esito francese nasce naturalmente in un contesto diverso, in una nazione dove i movimenti e il conflitto sociale sono sempre stati forti e anche capaci di ottenere risultati, ma è nuova la modalità di stare insieme di questa Unione e può esserci utile 

Con queste premesse generali il Comitato Regionale con piena fiducia affida alla Segreteria Regionale il seguente mandato

A) Organizzare nei territori la immediata risonanza del percorso nazionale di costruzione della coalizione alternativa (ManifestA, De Magistris, Potere al Popolo, Appello D’Orsi, Appello di Transform, Appello delle Lavoratrici e dei Lavoratori per l’Alternativa ) a partire dal primo incontro nazionale del 9 luglio per farlo vivere, conoscere nei territori, e continuare il lavoro di aggregazione.

B) Impostare in modo autonomo, la costruzione di una coalizione regionale per l’alternativa tenendo conto delle caratteristiche del bilancio regionale, che è impiegato principalmente alla spesa sanitaria, costruendo un programma di difesa dei beni popolari e dei beni comuni che metta al centro la sanità pubblica, la lotta all’abbandono scolastico, alla devastazione del suolo, alle conseguenze della crisi climatica. Vista la contemporaneità nel 2023 delle elezioni nazionali con le elezioni Regionali della Lombardia, si chiede al gruppo dirigente nazionale del Prc/SE di concordare da subito con gli altri soggetti e personalità politiche coinvolte la presenza comune alle elezioni regionali lombarde e del simbolo nazionale che sarà definito.

C) Mettere in agenda in un piano coerente federazione per federazione incontri propositivi con forze politiche, associazioni, liste civiche, centri sociali, singole personalità, gas , gap, comitati  di scopo per dare forma a questo modo di stare insieme e di lavorare per  una rappresentanza politica di alternativa, operando per una configurazione  della alleanza aperta, partecipata, democratica , interessata alla convergenza e alla unità del molteplice dentro l’obiettivo comune  La prossima fase dunque impegna il nostro piccolo partito ad agire  un inedito e aspro scontro di classe con finalità precise ,che presuppongono un lavoro di Rifondazione fuori Rifondazione  non solo una  linea politica condivisa ,ma una riorganizzazione operativa delle nostre strutture ,una nuova e più ampia configurazione e responsabilizzazione  dei gruppi dirigenti che dai territori dovranno raccogliere, orientare e rendere operative le disponibilità politiche, i saperi e le differenze.

Milano, 19 giugno 2022