DOCUMENTO POLITICO APPROVATO A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DAL C.P.R. DEL 25/03/2018 E O.D.G. ASSUNTO DALLA PRESIDENZA.

Il Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea riunitosi in data 25 marzo 2018 c/o la Sede Regionale del Partito a Milano via Benaco 16 ha approvato a larghissima maggioranza il seguente documento politico.

“Dalle elezioni è emerso un risultato di condanna delle politiche neoliberiste dei governi degli ultimi anni ed esplicita la sconfitta del Pd e del centro-sinistra insieme al disegno del governo delle
“larghe intese” Si è rivelata parimenti fallimentare l’ipotesi di Liberi e Uguali di rinnovare il centro-sinistra.
Il risultato di Potere al Popolo è negativo, ma non è sconfitto il progetto politico, che invece vede l’allargamento della base degli attivi e trova conferme nella rinnovata volontà di proseguire nella strada intrapresa emersa nell’assemblea di Roma e nei territori.

Il Prc della Lombardia, assume la decisione decide di investire decisamente in Potere al Popolo per farne un movimento politico e sociale, antiliberista, anticapitalista, femminista, antifascista ed antirazzista radicato nelle province e nei territori della regione e invita tutte le compagne e i compagni del partito a muoversi in tal senso.
Ci si vuole porre l’obiettivo dell’allargamento di Potere al Popolo ai tantissimi potenzialmente coinvolgibili che lavorano nei mille luoghi della Resistenza Antiliberista, in difesa del lavoro, del reddito, del welfare in connessione con le tante forme di autorganizzazione anticapitalista e solidale.

In questa direzione si valuta che il radicamento sociale rappresenta il fattore strategico per la trasformazione socialista ed antidoto alla rivoluzione passiva e va perseguito investendo in tute le forme di mutualismo, nell’internità ai conflitti e nella costruzione di forme di autorganizzazione delle lotte.

I territori sono da considerarsi il luogo d’elezione per l’allargamento di Potere al Popolo, dove le compagne e i compagni del Prc sono chiamati a impegnarsi per:

-approfondirne l’innovazione delle pratiche in senso democratico e partecipativo;
-mettere al centro dell’iniziativa lo sviluppo delle pratiche sociali finalizzate alla costruzione di forme autorganizzate che uniscano attività mutualistica e conflitti.

Le campagne politiche condivise nel Comitato Politico Nazionale del Prc e nell’Assemblea Nazionale di PAP (Fornero, Reddito e Salario, Scuola) unite a quella contro l’articolo 81 vanno avviate con decisione in quanto parte della capacità di parlare al Paese e strumento utile per unificare settori sociali diversi, i lavoratori pubblici e privati, precari, disoccupati, gli insegnanti.

Si assume quindi l’impegno sulle seguenti campagne: Abolizione della legge Fornero, Reddito minimo e riduzione dell’ orario di lavoro, opposizione alla “buona scuola” ed avvio della raccolta firme per la legge di iniziativa popolare.

Nello stesso tempo si decide di dar vita a una campagna regionale per il ritiro della delibera di giunta che assegna a gestori privati i malati cronici.

Di fronte ai compiti posti dalla nuova fase politica e dalle scelte del Prc appare necessario e urgente assumere, in continuità con l’elaborazione congressuale, come compito immediato l’approfondimento della riflessione sul ruolo del Partito rispetto alla fase politica ed alla necessità di declinare l’attività politica in un contesto che rimetta a tema la strategia della transizione al Socialismo.
In conseguenza occorre nella base di elementi di inchiesta in tutte le Federazioni attivare una riflessione sull’adeguamento anche sul piano organizzativo delle strutture del Partito a tutti i livelli.

Si assumono le seguenti decisioni operative:
1)Convocazione degli attivi delle iscritte e degli iscritti in tutte le Federazioni sul tema dell’investimento in PAP e sul ruolo del Prc in rapporto anche alla mappatura delle nostre forze.
2)Organizzazione di un seminario sul tema “Il ruolo Partito ed il rapporto con i movimenti nella fase attuale” con il compagno Paolo Ferrero, che si terrà il giorno sabato 12 maggio.
3)Organizzazione di un secondo seminario sul tema “Questione salariale, sociale, mutualismo e composizione di classe”.

Il comitato politico respinge le dimissioni rassegnate dalla segreteria all’inizio della riunione.

Milano 25/03/2018

(Documento approvato con 20 favorevoli 3 contrari e 3 astenuti)

 

Ordine del giorno assunto dalla Presidenza del Comitato politico regionale Lombardia del 25 marzo 2018

ODG : Confederare e unire le pratiche conflittuali, le lotte di resistenza e di mutuo soccorso in Lombardia, costruire a partire dalle Assemblee locali di Potere al popolo il controllo popolare sulla Sanità, l’Ambiente, l’accesso e il diritto alla Casa e ai Trasporti. Rilanciare il Partito facendo di Rifondazione una organizzazione di lotta!

Il risultato delle elezioni regionali, ancor più delle elezioni politiche del 4 marzo, ci consegna un quadro politico-istituzionale in cui il centrodestra esce vincitore quasi incontrastato. Anche in Lombardia il PD viene punito dal proprio elettorato per le politiche portate avanti in questi anni dai Governi Letta-Renzi-Gentiloni.

Lo sfidante Gori ha fatto di tutto in questo ultimo anno per non distinguersi affatto dalle posizioni del centrodestra rispetto ai temi della Sanità, riforma dei gestori in primis, e dell’Autonomia come su tutte le altre questioni aperte in Lombardia; il responso delle urne nella nostra Regione sancisce in pieno da un lato la totale adesione del PD alla narrazione tossica di questi anni e il trionfo della destra liberista e populista e dall’altro la mancanza a sinistra di una alternativa credibile al disastro delle politiche neoliberiste.

Il cosiddetto voto di protesta si riversa in particolare più sulla Lega che sul Movimento 5 stelle. Si compatta quel blocco sociale del Nord fatto non solo di piccola e media borghesia ma di strati qualificati della forza lavoro, potentemente aggrappato al proprio interesse particolare, spacciato per interesse generale sotto la bandiera dell’Autonomia regionale e della fine del Welfare solidaristico su base nazionale; sintetizzabile con il principio che chi più ha meno deve pagare e che le risorse delle imprese e dei cittadini più abbienti non devono essere redistribuite ne verso il basso, ne per ridurre il divario nord-sud.
Il risultato della nostra lista, Sinistra per la Lombardia, nonostante l’impegno militante di tante e tanti compagni fa segnare un arretramento rispetto all’ 1% circa di Potere al Popolo è la conferma della fine di un ciclo politico, e non c’è illusione elettoralista che tenga.

La ricostruzione di una sinistra di classe, in Lombardia come in tutto il territorio nazionale passa solo attraverso un lavoro di nuova tessitura del conflitto sociale dentro e fuori i luoghi di lavoro, di costruzione di spazi di socialità e mutuo soccorso nelle periferie e nei quartieri popolari, all’interno delle nostre sedi ove possibile e individuando insieme agli altri soggetti che hanno aderito e aderiranno a Potere al Popolo sedi e spazi dove costruire vere e proprie Case del Popolo, luoghi condivisi dove costruire insieme al sindacato conflittuale, ai comitati di lotta per la casa, di difesa della sanità e ai tanti soggetti antagonisti presenti sul nostro territorio vere e proprie casematte dove riorganizzare la resistenza popolare all’attacco del Capitale.
Il tentativo di costruire un movimento politico anticapitalista, antiliberista e antifascista ha segnato in questi mesi, a partire dall’appello dell’ex opg Je so Pazz, un punto a favore di una strategia non elettoralista e non politicista. Il risultato immediato delle urne non ci ha permesso di entrare in parlamento ma ci ha consentito di parlare a migliaia di attivisti e militanti e a centinaia di migliaia di lavoratori, studenti, donne che hanno sostenuto un programma di rottura con le politiche di austerità della Ue e di guerra della Nato. Dobbiamo ribadire questa strategia, impedendo che logiche da ceto politico riprendano piede nel nostro partito o ripropinando alleanze spurie alle prossime elezioni amministrative oppure frenando e ostacolando sul piano politico e organizzativo il progetto di costruzione di Potere al popolo.

Sul piano poltico e sociale ciò che dobbiamo fare è riprendere l’iniziativa assunta a partire dal contrasto alla riforma dei Gestori per estendere l’iniziativa sui temi del trasporto pubblico, della casa e dei servizi locali sempre più colpiti dai tagli dei finanziamenti pubblici, dalle privatizzazioni ed esternalizzazioni di personale denunciando la profonda iniquità sociale delle politiche della Lega e delle destre al governo della regione da quasi 30 anni.

A tal fine il CPR lombardo si impegna, sulla base di quanto discusso e deciso dal CPN del Partito dell’11 marzo, a:
Sviluppare sul territorio una rete di sportelli e attività di mutuo soccorso partendo dalle pratiche già in atto e puntando a strutturare il lavoro dei circoli e delle federazioni in tal senso, a sviluppare sinergie con sportelli sindacali e comitati di lotta già presenti sul territorio, aderenti o meno a Potere al Popolo.

Alcuni esempi di attività di mutuo soccorso già operanti sono i doposcuola per studenti, le scuole di italiano per stranieri, gli sportelli casa dell’Unione Inquilini nelle nostre sedi a Bergamo, Milano, Lodi e altri comuni, gli sportelli legali contro la precarietà ecc.

Individuare e riproporre sia come Partito che come Potere al Popolo alcune campagne tematiche per il diritto ad una sanità pubblica accessibile a tutti, con l’abolizione dei ticket e dei superticket, la riduzione dei tempi d’attesa e del di intramoenia e la cancellazione della pericolosa e pasticciata riforma dei Gestori;  per il diritto e l’accesso alla casa per chi si trova in graduatoria per una casa popolare ( oltre 50 mila famiglie in Lombardia ) e per chi perde la casa per morosità incolpevole o pignoramento e la cancellazione della legge sulla casa varata nel 2016 dalla Giunta Maroni.
Per il diritto ad una scuola pubblica e laica con l’aumento degli stanziamenti per la scuola pubblica e la cancellazione dei buoni scuola per le private

Costruire Assemblee permanenti di Potere al Popolo in tutte le città e in tutti i comuni di medie dimensioni, radicarsi attraverso pratiche comuni di lotta, solidarietà e resistenza popolare e presentare alle prossime elezioni amministrative liste di Potere al Popolo ovunque possibile.