Basta con lo sfruttamento del lavoro!

Basta con lo sfruttamento del lavoro!

*editoriale del n°17 di #inforifo – il periodico di informazione politica a cura del Comitato regionale lombardo del Partito della Rifondazione Comunista.

Basta con lo sfruttamento del lavoro!

Con il COVID sono aumentati molto gli acquisti on line: c’è stata una vera e propria esplosione, che ha portato a migliaia di assunzioni nel settore della logistica.

Con l’allentarsi della morsa del COVID, stiamo tutti sperando di poter andare in vacanza. Molte prenotazioni, località turistiche con il tutto esaurito.

L’ottimismo della vita che riprende, sia pure in forme diverse da prima, si scontra però con due situazioni che sono esplose in questi giorni.

L’altra notte a Tavazzano, nella provincia lodigiana, una manifestazione sindacale di lavoratori della logistica organizzata dal Si Cobas, è stata aggredita a mazzate e molti lavoratori sono finiti in ospedale. Non è la prima volta che capita. Nella logistica, le  condizioni di lavoro sono di super sfruttamento, sovente i padroni fanno ricorso a finte cooperative che non rispettano in alcun modo i diritti dei lavoratori. L’azione sindacale viene impedita e spuntano le guardie private che aggrediscono i lavoratori in lotta. Le forze dell’ordine, nel migliore dei casi stanno a guardare.

Nei giorni scorsi è nata una polemica sul fatto che alcuni disoccupati che prendono il reddito minimo  si rifiutano di andare a lavorare per salari da fame. Poi alcuni giornali hanno pubblicato le registrazioni di colloqui di lavoro in cui si sente il padrone che propone di pagare salari sotto i mille euro, per metà al nero, facendo fare il doppio di ore di lavoro di quelle previste dai contratti.

Dopo anni in cui ci hanno raccontato che non c’era più lo sfruttamento, che non c’erano più gli operai ma i collaboratori, che non c’erano più i padroni ma gli imprenditori, salta fuori che proprio là dove c’è lavoro, questo è supersfruttato, sottopagato, in definitiva fuorilegge.

Che proprio là dove c’è lavoro, dove c’è bisogno di lavoro, rispunti fuori il lavoro servile, dove viene calpestata la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori la dice lunga sulle balle che ci hanno raccontato in questi anni: non solo lo sfruttamento non è sparito ma piuttosto è aumentato a dismisura, con molti, troppi, che hanno chiuso gli occhi pur di non mettersi contro i padroni, che sono anche generosi nell’elargire finanziamenti a partiti e “fondazioni”.

Nell’esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori e le lavoratrici che lottano per i loro diritti, alla Lega Nord, al Partito Democratico, ai 5 stelle, ai Fratelli d’Italia, che sono al governo e in Parlamento chiediamo:

– Dove sono gli ispettori del lavoro che dovrebbero controllare il rispetto delle regole?

– Perchè in Italia non si fa come Yolanda Diaz, la Ministra del lavoro comunista del governo spagnolo, che ha fatto un decreto in cui tutti i rider sono diventati lavoratori dipendenti, garantendo loro i diritti?

– Perché in Italia le forze dell’ordine non intervengono a tutelare la libertà di azione sindacale? Cosa fa la Ministra dell’Interno? Siamo tornati agli anni 50 in cui i mafiosi organizzavano i mazzieri e l’uccisione dei sindacalisti dei braccianti in Sicilia?

– Cosa aspettano a fissare un salario minimo a 10 euro netti all’ora?

– Cosa aspettano ad abolire la Riforma Fornero e le leggi che favoriscono la precarietà?

– Cosa aspettano a prorogare fino a fine anno il blocco dei licenziamenti per tutte e tutti?