Intervista a Luigi de Magistris.

da “Il Fatto quotidiano” del 04 febbraio 2019.

“Di fronte alle scelte disumane di questo governo bisogna agire e offrire una alternativa agli italiani”. Luigi de Magistris è netto: correrà con una sua lista alle prossime elezioni europee.

La lista de Magistris?


No, non sarà il solito partitino personale. È una coalizione, se sarò considerato il leader o il capo, chiamiamolo come ci pare, mi assumerò la responsabilità di guidare questo processo. Ci metto la faccia, e insieme sceglieremo se candidarmi già alle europee o meno. Ho una sola perplessità: voglio portare a termine il mio mandato di sindaco e poi candidarmi alla guida della Campania, per portare anche lì il cambiamento che abbiamo realizzato a Napoli.


Obiettivo?


Offrire una terza via. Non vogliamo l’Europa dell’austerità e dei neoliberismi selvaggi alla Renzi, Macron e Merkel, né quella dei muri alla Orban, Salvini e Di Maio. L’Unione va ricostruita dal basso, con le città, il territorio, l’accoglienza, la solidarietà e la giustizia sociale. Il messaggio che lancio è che l’alternativa a Salvini-Di Maio non può essere chi ha provocato la malattia politica di un governo che è il più a destra della storia repubblicana del Paese.


Porte chiuse al Pd?


Sbarrate. Il Pd non è più credibile agli occhi di chi vuole il cambiamento. Non è più spendibile a sinistra.
Quindi a quale campo politico guardate?
All’opposizione reale che sta crescendo nel Paese, movimenti, gruppi sociali e individualità”.


È una ulteriore frammentazione, o il tentativo di riunificare i pezzi della sinistra?


Non riproporremo vecchie operazioni di ricomposizione del puzzle della sinistra radicale. Noi vogliamo mettere insieme le esperienze che in questi anni hanno resistito. A Napoli abbiamo dimostrato che si può coniugare rivoluzione, intesa come capacità di rottura del sistema, e governo competente delle istituzioni. Ceti popolari, borghesia illuminata, sindaci, movimenti, reti sociali: questi sono i miei riferimenti. Ci saremo alle europee, ma l’obiettivo è la guida del Paese.


Sindaco, i più benevoli le diranno che lei è un illuso.


Analisti, politologi, editorialisti, si ostinano a non vedere che nel Paese sta crescendo una opposizione reale. La gente è stanca della politica dell’urlo, del rancore, del nemico a tutti i costi, della paura. Vuole un’alternativa. Un fenomeno già visto a Napoli quando venni eletto per la prima volta sindaco. Proponemmo la rottura di un sistema potentissimo e la gente scelse noi, non la destra berlusconiana o un centrosinistra che governava da anni.


I sondaggi valutano la lista Calenda al 20-24%, mentre il vostro raggruppamento non viene testato, perché?


Noi puntiamo alle elezioni, non ai sondaggi. Detto questo, Calenda mette insieme personaggi e pezzi di potere che sono la causa vera dell’esplosione di Salvini. Se l’opposizione a questo governo è fatta dai Calenda e da Renzi, insomma, dagli sconfitti, i giallo-verde possono stare tranquilli.
Sull’immigrazione l’Italia si lacera e Salvini miete consensi…
Nel governo c’è un misto terribile di disumanità e incompetenza: il ministro Toninelli continua a parlare di porti chiusi, mentre sono aperti. Di Maio che dice blocchiamo la nave Sea Wacht, ignorando che in Italia c’è ancora la separazione dei poteri e un sequestro non lo dispone il governo, ma l’autorità giudiziaria. Se non ci fosse stata la mobilitazione dei sindaci sul tema del decreto sicurezza e la battaglia sulla Sea Wacht, avremmo avuto ancora la nave in mare con le persone costrette a soffrire. Attaccano le Ong perché non vogliono testimoni in mare, occhi in grado di vedere. Ora che le condotte criminali che hanno messo in campo stanno venendo a galla, sta emergendo la verità: le scelte disumane sull’immigrazione sono dell’intero governo. L’unità M5S-Lega è granitica anche nella difesa di Salvini. Altro che onestà e trasparenza.


Qualcuno parla di mutazione genetica dei Cinquestelle, qual è il suo giudizio?


Non li ho mai votati, ma ho sempre riconosciuto che nel loro humus c’era una volontà di cambiamento. Lo slogan onestà-onestà era giusto, nel Sud ha attirato voti, ma dopo un anno di governo la mia valutazione è negativa. Dall’incompetenza evidente di esponenti che sono al vertice del governo e delle istituzioni, al capolavoro politico.


Quale?


Quello di aver preso una marea di voti al Sud e di far diventare dominus del governo uno come Salvini che ha governato con Berlusconi e che è il politico più antimeridionale che si conosca. Sono dei geni, passeranno alla storia. Sulla questione morale devo dire che, al di là delle vicende che hanno riguardato le famiglie di Di Maio e Di Battista, mi chiedo come si possa governare con un partito come la Lega condannato per aver truffato 49 milioni allo Stato? Ma vedono le alleanze che Salvini sta facendo al Sud? Stanno costruendo un Paese disumano, che rischia di essere odiato nel mondo. Un Paese che con l’approvazione dell’autonomia delle regioni ricche del Nord sarà più ingiusto e diviso.


I Cinquestelle puntano al reddito di cittadinanza. Qual è il suo giudizio?


L’intera manovra del governo è elettoralistica. Sul Reddito va detto che è una misura che abbiamo sempre chiesto, ma analizzata a fondo appare come un obiettivo che guarda alle elezioni europee. Di Maio ha accelerato i tempi e vuole staccare l’assegno il 27 aprile a poche settimane dal voto. È una norma temporanea, dura pochi mesi e non è legata al lavoro, finito il budget, sette miliardi e mezzo, i disoccupati non avranno prospettive e ce li ritroveremo sotto i Comuni a chiedere un lavoro. L’alternativa è quell’insieme di scelte che nella manovra non ci sono, soprattutto quella di coniugare misure per gli investimenti, per lo sviluppo e il lavoro e assistenza alle fragilità sociali.