Sinistra per la Lombardia: l’unica lista regionale di sinistra.

di Giovanna Capelli e Nello Patta.

E’ terminata con grande successo la prima e fondamentale fase di raccolta di firme per la presentazione alle elezioni regionali della lista “Sinistra per la Lombardia”, che concorre come unica lista collegata al candidato Presidente Massimo Gatti e sarà presente in tutte le province della Regione. La complessità di questa fase, le difficoltà superate e la risposta straordinaria delle attiviste e degli attivisti che ha permesso ampiamente il raggiungimento dell’obiettivo costituiscono la trama iniziale di una straordinaria impresa collettiva che è in corso e che vale la pena di far conoscere a tutto il Partito e a tutti i soggetti politici e sociali che stanno affrontando a livello nazionale con il progetto di Potere al Popolo il tema della rappresentanza.

Abbiamo superato uno scoglio non banale, quello del numero di firme da raccogliere per le regionali evidentemente sproporzionato, se si pensa che in Lombardia sarebbero state tante quante se ne sono raccolte in tutta Italia per le elezioni Nazionali, uno scudo tecnico usato come barriera per impedire la presentazione di nuovi soggetti alla competizione elettorale. Nelle ultime settimane della legislatura regionale abbiamo assistito in consiglio alla formazione di nuovi gruppi privi di consonanza politica, pur di godere del privilegio della presentazione senza raccolta di firme. Da un lato non ci siamo spaventati dall’altro, unici in questo campo, ne abbiamo fatto una questione politica nazionale e locale, una battaglia per la democrazia di cui abbiamo investito il Presidente Mattarella, il Ministero degli interni tramite tutti i prefetti, la stampa e la politica regionale, per denunciare un vulnus alla democrazia che deve essere sanato con un intervento specifico e appropriato e non con la “concessione” dall’alto del dimezzamento delle firme. In questa campagna poi il dimezzamento non ha facilitato nulla nei fatti perché il tempo della raccolta era abbreviato e avveniva in condizioni atmosferiche improponibili per una raccolta di firme , sotto la pioggia, al freddo e anche con una continua guerriglia defatigante, contro i regolamenti comunali sulla occupazione di suolo pubblico in fase di raccolta di firme .

La generosità e la testardaggine dei sostenitori della lista di “Sinistra per la Lombardia“ nel superare questo ostacolo nasce dalla qualità della lista, dal suo programma e dalla figura del suo Presidente, Massimo Gatti. La lista, nella composizione dei candidati, ma soprattutto nella ampiezza delle rete dei sostenitori attivi nasce dalla fondamentale presenza territoriale capillare di Rifondazione Comunista, e dalla volontà di collegarsi di  molti e diversi soggetti collettivi e singoli, che in questi 10 anni  hanno portato avanti le lotte e le critiche alle politiche neoliberiste di Formigoni e di Maroni, tristemente anticipatrici del modello neoliberista della austerità, della privatizzazione , della distruzione dello stato sociale  e della solidarietà, quelle politiche, che durante la seconda repubblica  e in particolare con i Governi Monti, Letta ,Renzi e Gentiloni hanno usato la crisi economica come grimaldello fondante per una nuova costituzione materiale a favore del profitto contro il lavoro . Questi conflitti diffusi e tenaci si sono opposti alla decadenza della Lombardia, alla distruzione del suo apparato produttivo di eccellenza, allo smantellamento di fabbriche che delocalizzano (Kflex), al consumo di suolo  per  grandi opere inutili come le autostrade Brebemi, Pedemontana  e  TEM ma anche alla dissennata apertura di centri commerciali  ( Carosello), alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici al definanziamento del trasporto locale su ferro e alla usura delle sue strutture fino a mettere in pericolo i passeggeri (la strage di Pioltello) , alla politica dissennata sui rifiuti che porta la Lomellina a diventare la terra dei fuochi della regione. E tutto questo avveniva con una opposizione in Consiglio particolarmente debole e inefficace, a volte convergente, (come è stato per i 5Stelle sul referendum truffa sulle autonomie, costato ben 50 milioni di Euro, comunque incapace di mobilitare forze sociali e quindi di raggiungere qualche risultato. Anche la attuale e decisiva battaglia contro la Delibera della giunta regionale che vuole affidare a gestori privati la cura dei malati cronici, non nasce dalle fila della opposizione consigliare, ma da Medicina Democratica, dai pensionati organizzati , dai medici, come Vittorio Agnoletto, che punto su punto e territorio per territorio controinformano e pongono le basi per una opposizione popolare e di massa contro la messa sul mercato privato dei malati cronici. Questa contro riforma ,che mette in mano ai privati  3milioni e mezzo dei cittadini lombardi (il 70% della spesa sanitaria  ) è passata con una delibera di Giunta e nessun rappresentante della opposizione presente in Consiglio ha chiesto neppure un passaggio in consiglio Regionale.

Queste soggettività stavano già da tempo lavorando per collegamenti stabili, per piattaforme comuni, e anche per costruire una rappresentanza di sinistra nelle istituzioni. Lo hanno fatto in molte città con liste di alternativa nelle passate elezioni comunali, alcune hanno tentato di costruire con noi un percorso simile al Brancaccio in Lombardia, da cui già nei fatti si erano sottratti irappresentanti di SI, altri avevano preferito o avevano intrecciato a quel processo la costruzione delle straordinarie giornate contro il G7 dell’agricoltura a Bergamo. Le vicende nazionali dopo il fallimento del Brancaccio hanno fatto i conti con una sinistra sociale e politica non depressa e rinunciataria, ma decisa nella collocazione politica antiliberista a costruire una alternativa vera in Lombardia, senza perdere nessun pezzo, soprattutto quei compagni espressioni di lotte territoriali che si sentono meno vincolati e legati al dibattito nazionale e in qualche modo centralizzato.

La narrazione che facciamo di questa impresa politica è parziale   ma va esplicitato che essa nasce con un tasso di “follia” uguale o forse superiore, per il contesto in cui si tiene, a quello già alto di “Potere al Popolo”. Per fare in modo che le “follie “si intendano vale la pena di esplicitare le caratteristiche fondamentali della lista “Sinistra per la Lombardia “

1)La difesa strenua della Costituzione sul diritto al voto attivo e passivo nell’incessante corpo a corpo ancora in atto con un sistema politico che con leggi elettorali capestro, norme comunali illegali, regole di certificazione di firme medievali e con un silenzio stampa impenetrabile e duraturo lo limita in continuazione impedendo il sorgere di una nuova rappresentanza politica,

2) La condivisione di un programma che collega e unifica le lotte e i molteplici conflitti antiliberisti del territorio lombardo e valorizza le risposte puntuali costruite dal sapere dei movimenti e dagli attivisti in questi anni, tenuto conto della loro specificità e del loro non automatico e immediato riferimento al contesto nazionale. Si è determinata in autonomia e senza forzature, forse con qualche incomprensione “dall’alto “la convergenza oggettiva della lista verso il percorso di Potere al Popolo, che non è rappresentato solo simbolicamente dal fatto che il nostro candidato Presidente è anche candidato di Potere al Popolo nel collegio uninominale di Lodi, ma dal programma e dai protagonisti delle liste delle circoscrizioni

  • La figura del candidato Presidente Massimo Gatti è un grande valore, per la sua biografia, per la sua pratica politica, per il suo concepire il fare politica non come professione, ma come servizio e come impegno di vita. Massimo Gatti ha consumato suole e tempo per tutte le vertenze e per tutti i conflitti, anche in quelli più lontane e mediaticamente marginali, e ha avuto cura di questi legami, a partire dalla straordinaria battaglia per l’acqua come bene comune. Non un capo, ma un prezioso compagno di lotta.

In Lombardia la campagna di Potere al Popolo e quella di Sinistra per la Lombardia si affiancano in un reciproco sostegno. Lo hanno capito anche i nostri avversari di classe, a partire dal Corriere della Sera che scrive, anche la stella rossa di “Sinistra per la Lombardia”, declinazione lombarda di Potere al Popolo” apparirà ovunque.