RIFONDAZIONE: CAOS NELLE POSTE PER L’ASSURDO OBBLIGO DEL GREEN PASS

I provvedimenti del Governo sono sempre meno legati ad una visione coerente e organica, sono contraddittori e soprattutto produttori di disagi e disuguaglianze nelle fasce più povere e tagliate fuori dai processi di digitalizzazione della amministrazione statale.

Su un versante viene prolungata la validità del green pass a 9 mesi senza alcun fondamento scientifico e sull’altro una giornata alle poste è una giornata infernale per chi ci lavora e deve gestire regole assurde e anche per i clienti che le devono subire.

Il green pass viene controllato due volte, prima quando si prende il biglietto con il numero e poi allo sportello.

Il governo deve spiegare per quale motivo sanitario una persona può andare in un supermercato affollato a comprare non solo cibo, ma anche prodotti non necessari senza green pass e non in posta a ritirare la pensione, una multa, un avviso importante a pagare la luce a spedire un telegramma. Questa indifferenza crudele nei confronti dei problemi minuti della povera gente è la spia degli interessi per cui lavora il Governo Draghi: quelli dei grandi poteri economici e finanziari.

Fabrizio Baggi, segretario regionale

Giovanna Capelli, responsabile regionale sanità

Partito della Rifondazione Comunista – Lombardia