#inforifo: DIREZIONE GENOVA

Pubblichiamo l’editoriale di questa settimana di #inforifo – il periodico di informazione politica a cura del Comitato Regionale lombardo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea.

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DIREZIONE GENOVA

Il percorso di avvicinamento all’anniversario delle straordinarie manifestazioni contro il G7 di Genova e per un altro mondo possibile, represse con l’uccisione di Carlo Giuliani e la mattanza della Diaz ad opera delle forze dell’ordine, si intreccia con le mobilitazioni che si svolgono nelle città scelte per programmare gli interventi che concretizzano le politiche neoliberiste. Dopo l’appuntamento di Roma di metà maggio, che ha posto il tema strategico del ritorno alla centralità del pubblico per salvaguardare la salute di tutte e tutti, e quello ancora più stringente della moratoria sulla proprietà dei brevetti anticovid, un momento significativo è stato vissuto a Catania con il corteo del 22 Giugno e con gli incontri che lo hanno preparato sul rapporto tra Istruzione e Lavoro. Un corteo come non si vedeva da tempo per partecipazione numerica, almeno in 500, con molte/i giovani, lavoratori/lavoratrici dell’Usb e dei Cobas scuola, le/gli insegnanti di Democrazia e Lavoro area programmatica in Cgil, delegazioni dell’autoorganizzazione di Palermo e Messina, le realtà catanesi impegnate sul “sociale”, dalla Rete antirazzista a Officina Rebelde, le femministe di Nudm e della Rete La Ragna-Tela, una rappresentanza di FFF, le forze della sinistra anticapitalista, il Prc, Pap, il Pci di Arboresi, il Fronte della gioventù comunista. Un evento che ha letteralmente oscurato, anche nei resoconti dei media, le riunioni passerella gestite dai ministri Bianchi e Orlando. Un evento che ha fatto registrare una ricchezza plurale di esperienze di lotta, di elaborazioni e di impegno di quante e quanti non intendono rassegnarsi ai processi di privatizzazione della formazione e dei saperi per asservirle al mercato, nella consapevolezza di dovere fermare il disegno perverso di trasformare gli istituti di scuola media superiore in uffici di collocamento e di servizio del modello di alternanza scuola lavoro. Con la previsione folle della contrazione della durata degli anni di studio da 5 a 4. La manifestazione di Catania ha inviato segnali plurimi, perché si è espresso un protagonismo collettivo che ha interessato temi centrali dell’agenda politica: oltre all’istruzione e al lavoro, nel no all’accettazione di alcun cedimento di diritti ma anzi per la riaffermazione del loro rilancio, di quello della salute innanzitutto nelle sua versione universalistica, del no alla militarizzazione crescente di intere aree meridionali in un clima di tendenza crescente alle guerre, così come ad un modello di sviluppo che vede le aree interne svuotarsi e desertificarsi, del no alle grandi opere, Ponte in primis, alle estrazioni delle risorse fossili nelle aree terrestri e marine anche di pregio naturalistico, e alla filosofia del PNRR di Draghi che favorisce oggettivamente il rilancio in grande stile dell’accumulazione di capitali parassitari e/o mafiosi (vedi finanziamenti al fotovoltaico diffuso nei nuovi e dei nuovi latifondi). Si annuncia, nella nuova resistenza al dominio del profitto, l’inizio di una opposizione sociale e politica per l’alternativa.