STOP LICENZIAMENTI, STOP SFRATTI, STOP PRIVATIZZAZIONI

STOP LICENZIAMENTI, STOP SFRATTI, STOP PRIVATIZZAZIONI. PER LA RIPRESA DELLA LOTTA UNITARIA LAVORATORI E INQUILINI IN DIFESA DI LAVORO, CASA, DIRITTI SOCIALI.


Presidio, sabato 31 luglio, da ore 18, Treviglio (BG), piazza Manara (davanti al Municipio).


Il governo Draghi sta mostrando la sua vera faccia antipopolare. La guerra dei ricchi contro i lavoratori e ceti popolari non ha tregua.

Dobbiamo reagire.

Licenziamenti: Lo “sblocco” deciso negli scorsi giorni – fra “raccomandazioni” puntualmente disattese – ha aperto la strada ad un’ondata di licenziamenti di massa. Alcune importanti aziende hanno attuato licenziamenti di massa non perché la crisi le abbia messe in difficoltà, ma perché puntano ad aumentare i profitti sulla pelle dei lavoratori. Ai tempi del Jobs Act (di renziana memoria) e senza più art. 18 purtroppo privare le gente del lavoro basta una mail e addirittura un semplice clic.


Sfratti: Anche il blocco degli sfratti è stato tolto e stanno per riprendere gli sgomberi. Come è noto, sempre più grande è il numero delle famiglie che non riescono più a pagare affitti. Da tempo il nostro Paese ha bisogno di una nuova legislazione sulla locazione e ha bisogno di un piano per l’edilizia pubblica, perché la gente non riesce più ad avere o a conservare un’abitazione. Ma è da decenni che non si fa più una nuova edilizia sociale pubblica, mentre quella esistente è sottoposta a processi di disinvestimento, cattiva gestione e ipotesi di progressivo smantellamento che hanno reso difficile la vita anche a chi vive nelle case popolari.


Giustizia sociale: In Italia il 10% detiene più del 50% della ricchezza nazionale, questo governo rifiuta di istituire anche solo una modesta tassa sulle grandi ricchezze, ma non si fa scrupolo di aumentare le tariffe del gas (+ 15%) e della luce (+ 10%) che andranno a gravare pesantemente sulle categorie più povere.

Sanità: Nella bergamasca nel 2020 le stime parlano di 6.000 morti per la Covid-19, come una guerra. All’origine vi sono state le criminali politiche volute dal padronato che in nome del profitto non ha voluto chiudere quando bisognava chiudere. Tanti morti anche perché la sanità pubblica – da decenni progressivamente depauperata e privatizzata – non ha saputo rispondere all’emergenza. Tanti morti perché non si è voluto curare in tempo con farmaci già esistenti lasciando le persone da sole chiuse in casa in “vigile attesa” con la tachipirina senza neanche la possibilità di vedere il proprio medico di base. Una “solitudine attesa” che ha permesso alla malattia curabile di progredire sino al punto del non ritorno per osannare poi la necessità di una vaccinazione di massa che, essendo sperimentale, ha consentito alle grandi lobby farmaceutiche di ottenere dai governi la commercializzazione di questi vaccini senza assumersi la responsabilità sui loro prodotti. Ora le principali forze di governo sono unite per stoppare la commissione parlamentare di inchiesta che dovrebbe far luce sulle responsabilità e sono impegnate a lasciare la sanità come prima, cioè riducendo ai minimi termini la sanità preventiva e quella di base e consegnare ancor di più la salute dei cittadini alla sanità privata per la quale la malattia è solo occasione di profitto. E questo sulla pelle di tante persone malate, condannate – ancor di più dopo la Covid – a lunghe attese prima di avere una visita o un’operazione.

Nella bassa Bergamasca, investita da trasformazioni incontrollate da progetti speculativi che stanno devastando ambiente e rapporti sociali, questi problemi gravano ancor più pesantemente sui lavoratori e i ceti popolari.

E’ sul piano della lotta sindacale e politica che le lavoratrici e i lavoratori potranno riconquistare quanto è stato loro sottratto in questi decenni. La mobilitazione che ha investito nella zona i lavoratori della logistica e importanti fabbriche come la Same o la Brembo di fronte all’orrendo omicidio di un sindacalista durante un picchetto operaio a Biandrate (NO) rappresenta un forte momento di controtendenza. Questa unità di azione e mobilitazione va ampliata e rafforzata, come condizione essenziale per riconquistare un ruolo che non possiamo delegare a nessuno.

La crisi economico e sociale sta colpendo pesantemente e per far fronte a questa situazione e difendere i nostri interessi c’è bisogno di organizzarci e mobilitarci. Proponiamo come primo passo l’istituzione di uno SPORTELLO SOCIALE che sui temi del lavoro, casa, sanità e reddito sia in grado di raccogliere le problematiche nel territorio e di concorrere ad organizzare una risposta immediata alle necessità e ai bisogni più gari e impellenti dei ceti popolari.
Per discutere e confrontarci su questi temi: PRESIDIO, sabato 31 luglio, a partire da ore 18, a Treviglio, in piazza Manara (davanti al Municipio).
Alle ore 18 – Conferenza stampa
Promuove: Comitato unitario lavoratori e inquilini
Aderiscono: Associazione “Sos Diritti” Bergamo, Sol Cobas – Sindacato degli Operai in Lotta Cobas Bergamo , Unione Inquilini Bergamo , Rifondazione Comunista Bergamo , Possibile Bergamo.

Per adesioni: 338 97 59 975 / alternainsieme@yahoo.it.