RIFONDAZIONE: LA CONTRIFORMA MORATTI SULLA SANITÀ UCCIDE IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

RIFONDAZIONE: LA CONTRIFORMA MORATTI SULLA SANITÀ UCCIDE IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO   

Aderiamo con grande condivisione dei tempi, dei contenuti e delle forme alla manifestazione indetta dal Coordinamento Regionale per la difesa della Sanità pubblica davanti al Consiglio regionale il 26 novembre alle ore 16:30, mentre in Consiglio regionale sta per essere approvata una legge sanitaria peggiore della precedente, la legge Maroni, che avevamo criticato e combattuto e che la tragica ondata di Covid 19 ha chiaramente indicato come la responsabile della strage di uomini e di donne che abbiamo sofferto a Codogno, a Bergamo, a Brescia.

Una medicina territoriale marginalizzata, una prevenzione azzerata, carriere mediche con continue strozzature e numeri chiusi, una continua diminuzione del personale, dei posti letto, una finta competizione fra sanità pubblica e privata, che in realtà innesta un meccanismo perverso per cui, non trovando posto in tempi utili nella sanità pubblica si alimenta di continuo la sanità privata convenzionata e non.

Un sistema sanitario per i ricchi e chi non può si accontenti. Quando le sale di rianimazioni erano colme si diceva che tutto doveva cambiare, che si doveva tornare alla sanità come servizio pubblico e alla salute come diritto costituzionale.

Moratti ha mortificato queste aspettative, ha imbrigliato il dibattito in Consiglio lo ha tenuto accuratamente lontano dallo spazio pubblico e da una adeguata informazione di massa e ora sforna una legge peggiore della precedente, che finge di emendare quella precedente sui punti segnalati da AGENAS, ma di fatto compie una operazione di ulteriore privatizzazione della sanità lombarda, grazie all’intreccio fra questa legge e il PNRR. Non cambia il rapporto pubblico privato, anzi la sanità pubblica e privata sono considerate equivalenti, non cambia la modalità dell’accreditamento e dei criteri con cui si sceglie da parte del pubblico che quel servizio privato offra una serie di prestazioni. Niente ricerca epidemiologica, quindi niente presupposti per una programmazione a partire dai bisogni delle collettività e non delle convenienze della imprenditoria sanitaria privata, ormai in mano a potenti multinazionali.

Quindi la sanità in Lombardia è come prima peggio di prima, una eccellenza fasulla e alle spalle una strage impunita.

Rilevando questo regresso molti condividono le critiche al centro- destra regionale e alla sua trentennale azione di malgoverno, pochi rilevano stranamente l’esistenza di un convitato di pietra a questo processo, e cioè il governo nazionale che sia sotto il Presidente Conte che con Draghi avrebbe potuto intervenire pesantemente sulla sanità lombarda a partire dal suo fallimento di fronte alla epidemia , risalendo al sostanziale carattere anticostituzionale della legislazione sanitaria lombarda di Formigoni, di Maroni e ora di Fontana Moratti.

Ma il testo del PNRR sulla sanità da cui Moratti attinge forza e idee per le case della comunità e per il loro possibile affidamento ai privati dentro il sostanziale indebolimento della qualità del pubblico, rileva sostanziali convergenze che saranno ancora più forti nell’ambito del riproposto progetto della autonomia differenziata. Qui siamo. La sanità pubblica lombarda arretra e non solo per colpa del centro- destra, anche il centro sinistra concorre a questo snaturamento privatistico e aziendalistico del SSN che è in pericolo non solo in Lombardia.

Con questi contenuti verremo venerdì alla manifestazione davanti alla Regione e chiameremo i nostri compagni e le nostre compagne. E ci saremo anche dopo quando la contro riforma e il PNRR non garantiranno la salute alla popolazione lombarda, ripartendo dai territori, dalle competenze dei movimenti per la salute, dalle vertenze territoriali contro il centro destra lombardo e contro il governo Draghi per una sanità pubblica perché la salute non è una merce, ma un diritto.   

Fabrizio Baggi, Segretario regionale Lombardia

Giovanna Capelli, Responsabile regionale Sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea