BAGGI/CAPELLI (PRC-SE) I DISASTRI DELL’ESTERNALIZZAZIONE DELLA SANITÀ: AD ALBINO (BG)1000 DOSI DI VACCINI NON UTILIZZABILI.

BAGGI/CAPELLI (PRC-SE) I DISASTRI DELL’ESTERNALIZZAZIONE DELLA SANITÀ: AD ALBINO (BG)1000 DOSI DI VACCINI NON UTILIZZABILI.

Ad Albino, paese della bergamasca tra sabato 8 maggio e domenica 9 mille dosi di vaccino Pfizer ed Astrazeneca sono state potenzialmente compromesse da un calo di corrente, che per ore ha fatto mancare la alimentazione elettrica al frigorifero che li custodiva, poiché il luogo dove si facevano le vaccinazioni era sprovvisto di un gruppo elettrogeno di continuità.

A nulla è valso il sistema di allarme ai tecnici, allertati da sms letti in ritardo e poi sopraggiunti sul posto a tempo scaduto.

Bastava un gruppo elettrogeno per evitare tutto. Bisogna però che il soggetto responsabile non pensi al profitto e al guadagno e abbia una idea della complessità e della esigibilità del servizio pubblico, che deve avere tutti i mezzi per continuare anche in situazioni estreme, soprattutto se è noto che il vaccino deve essere conservato con determinate modalità.

Ora tutti si chiedono chi pagherà quei vaccini inutilizzabili. Noi invece ci chiediamo “come mai è successo” .

La gestione medica delle vaccinazioni era affidata a una cooperativa di medici di famiglia (Iniziativa Medica Lombarda). Per  questo tipo di cooperative la Regione Lombardia ha addirittura avuto un occhio di riguardo, perché mentre si è mossa in accordo con il Commissario all’emergenza Covid Figliolo sulla creazione di grandi hub (chiudendo alcuni punti vaccinali locali e costringendo parte della popolazione a spostarsi lontano dalla propria residenza, con  particolare disagio per anziani e pazienti fragili), ha appositamente costruito una delibera (17 marzo  XI/4434) per affidare a loro la vaccinazione anticovid, stanziando ben 8 milioni di euro. È un atto di vera e propria esternalizzazione, perché i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di libera scelta hanno già dichiarato la propria disponibilità alla attuazione della vaccinazione di massa, ma non sono stati fino ad ora assolutamente né informati, né coinvolti.

Ma la logica di impresa e di profitto dequalifica il servizio e abbassa tutte le tutele di sicurezza. E può succedere che nessuno pensi a un gruppo elettrogeno di continuità. Si potrebbe concludere “il privato ha come scopo il profitto, il servizio pubblico la salute di tutte e tutti”. Basta esternalizazioni ! Basta con la legge regionale 23!

La salute non è una merce, la sanità non è un’azienda.

Fabrizio Baggi, Segretario regionale Lombardia

Giovanna Capelli, Responsabile regionale sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea