13 Luglio / 5 anni dalla prima notte alla stazione San Giovanni di Como

13 Luglio / 5 anni dalla prima notte alla stazione San Giovanni di Como

di Fabrizio Baggi

Esattamente 5 anni fa, il 13 luglio del 2016, si consumò la giornata o meglio la nottata che cambiò per sempre la mia vita e quella di molte e molti in provincia di Como.

Quella fu la prima delle tante sere e notti che passammo alla Stazione San Giovanni nel tentativo spasmodico di provare ad aiutare le più di 600 persone che, nella ricerca di una nuova vita, transitarono nella nostra città restando intrappolate dalla burocrazia e dalle vergognose politiche sulle migrazioni nel parco della Stazione.

Eravamo tutte e tutti dei novellini e presi dalla smania di “fare bene” abbiano fatto molti sbagli che, con la consapevolezza di oggi, non faremmo più.

Le emozioni fortissime di quei mesi, i volti, le Persone, sono pezzi del bagaglio di ognuna/o di noi che non ci lascerà mai più. Nessuna/o è mani più stata/o la/o stessa dopo quell’esperienza enorme che ci ha fatto crescere tutte e tutti. La sensazione era quella di vivere una realtà parallela al resto del mondo che in quel momento non aveva più nessuna importanza. In quel momento esisteva solo San Giovanni e le persone che stavamo (provando) ad aiutare. Poi a settembre arrivò il CAS di via Regina che oggi non esiste più e il resto è storia.

Non ho mai più smesso, in modi e condizioni che sono mutate nel, tempo, di occuparmi di politiche migratorie ed a questo proposito esprimo un forte NO agli accordi criminali con la Libia che, nei prossimi giorni, rischiano di essere ancora una volta rinnovati dal governo. #NonSonoDAccordo!

Molte cose sono cambiate da allora ma non la percezione delle persone sulle migrazioni e nemmeno le politiche criminali degli Stati e della UE che permettono ancora che imbarcazioni delle ONG cariche di persone salvate dai naufragi girino per giorni e giorni in condizioni precarie nella ricerca di un cosiddetto porto sicuro.

Si aprono subito i corridoi umanitari, unica strada per far sì che ci si possa spostare in sicurezza.