ROSSI DI VERGOGNA, VERDI DI RABBIA

ROSSI DI VERGOGNA, VERDI DI RABBIA

Il colore della primavera estate 2021 è il verde. Milano si sa è la città della moda e in mancanza di saloni o week ci pensa il sindaco Beppe Sala a dettare la tendenza.

I media lo seguono quasi come seguono i video delle influencer dimenticandosi però di fare alcune domande. Oggi a Milano la situazione è grave: precariato che lascia senza soldi migliaia di persone (sport, spettacolo, turismo e non solo), negozi e ristoranti che chiudono, contagi che aumentano senza che ci sia una vera attivazione per il tracciamento, famiglie che non sanno più se tenere la luce accesa o mangiare.

Ci sarebbe da arrossire di vergogna di fronte a questa situazione che non esenta alcun soggetto istituzionale dalle proprie responsabilità.

Invece assistiamo a una imbarazzante agiografia del sindaco che oggi si presenta come il rappresentante delle istanze ambientaliste in una città che consuma suolo a tutto spiano mentre si tagliano gli alberi al parco La Goccia o si vorrebbe trasformare il parco agricolo del Ticinello in parco urbano. Il marketing è una gran bella cosa ma le milanesi e i milanesi in coda davanti agli ospedali, stremati da un anno di fatiche iniziano a non credere più alla propaganda e vorrebbero vedere attuato l’ordine del giorno presentato da Milano in Comune a firma Basilio Rizzo e Patrizia Bedori, votato in consiglio comunale che prevede tamponi rapidi e calmierati nelle scuole, un welfare diverso dalla carità e una prospettiva diversa dal modello Milano che si è rivelato fallimentare.

Oggi nelle periferie le persone sono arrabbiate, vivono in una condizione di disagio destinato a peggiorare e delle pennellate di verde in centro non sanno che farsene. La città non si governa dai social o con qualche intervista compiacente.

Quello lo fanno i monarchi o le aristocrazie, non i sindaci.

Milano, 14/030/2021

Partito della Rifondazione Comunista PRC Federazione di Milano