RIACE NON SI ARRESTA

Oggi a Como si è tenuto, a cura della rete Como senza frontiere, un importante e partecipato presidio di solidarietà a Mimmo Lucano ed al “modello Riace”entrambi sotto il feroce attacco di una forte repressione di natura giuridica che è inaccettabile.

Viviamo in un Paese dove pochi giorni fa è stata riconosciuta come reale la trattativa stato/mafia e dove contestualmente la magistratura sostiene che quella trattativa che ci fu non comporta alcun reato e assolve tutti gli imputati. Pochi giorni dopo l’ex Sindaco di Riace Domenico Lucano viene condannato in primo grado dal tribunale di Locri a 13 anni e due mesi di reclusione, il doppio di quanto chiedeva l’accusa.

È sin troppo evidente la natura – tutta politica – di questa sentenza vergognosa che intende veicolare un chiaro messaggio intimidatorio di criminalizzazione della solidarietà e del “si colpisce Lucano per addestrarli tutti”.

Gli è andata male, e dal momento del pronunciamento di quella vergognosa sentenza in tutto il Paese sono iniziate le attestazioni di solidarietà a Mimmo, al suo modello di accoglienza ed al suo importantissimo operato.

Riace ha rappresentato senza mezzi termini un modello di accoglienza e di integrazione reale, ha contrastato la mafia ed ha messo in luce quanto “un altro mondo sia possibile e necessario” evidenziando tutte le falle di un sistema di potere malato ed alimentato dalla destra e del sedicente centrosinistra.

Per queste ragioni il modello Riace è stato contrastato in tutti i modi; dapprima attraverso la sospensione dei fondi per le diarie, proseguendo con l’arresto di Mimmo, poi l’esilio ed ora questa condanna spropositata che dimostra per l’ennesima volta e se mai ce ne fosse ancora bisogno come il potere intenda delegittimare in tutti i modi quel sistema che funzionava bene.

Anche Como ha fatto la sua parte ed oggi, grazie al presidio indetto dalla rete Como senza frontiere, diverse centinaia di persone appartenenti alle forze politiche, le associazioni, i movimenti, i collettivi e le organizzazioni sindacali sono scese in piazza per esplicitare tutto il proprio sdegno verso una sentenza che va a punire criminalizzando, ancora una volta, chi fa della solidarietà e del rispetto dei diritti umani per tutte e tutti la propria forza.

A Como, nel nostro piccolo, la repressione della solidarietà la conosciamo fin troppo bene e negli ultimi 5 anni, da quella che fu chiamata l’estate della stazione san Giovanni ci si siamo scontrati quotidianamente.

Le mobilitazioni di questi giorni mi piace pensare che abbiano aperto un ciclo di iniziative che non si fermerà proseguendo la battaglia per ripristinare la giustizia sociale che, a fronte di simili sentenze, si scontra con le decisioni della magistratura.

Quando le sentenze diventano chiaramente politiche, repressive e punitive la democrazia è in pericolo.

La battaglia per Mimmo sia la battaglia di tutte e tutti noi.

La solidarietà non si arresta, Riace non si arresta. Io sto con Mimmo

[Quando la legge diventa ingiusta, la Resistenza diventa dovere]

Fabrizio Baggi, segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea / Lombardia