Contro le misure coercitive unilaterali e i blocchi, per l’autodeterminazione dei popoli

Contro le misure coercitive unilaterali e i blocchi, per l’autodeterminazione dei popoli

di Marco Consolo

Molta polemica ha suscitato la recente decisione del governo italiano, in sede di Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU di votare contro  la risoluzione (A/HRC/46/L.4 del 12 marzo 2021), sulle ripercussioni negative delle misure coercitive unilaterali (mal chiamate Sanzioni) applicate da alcuni Paesi, con in testa gli Stati Uniti e l’Unione Europea. La risoluzione era stata presentata da Azerbaijan, Cina e Palestina.

Assieme all’Italia, hanno votato contro anche gli altri Paesi europei che partecipavano alla riunione del Consiglio (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Repubblica Ceca e Polonia), allineati alle politiche sanzionatorie degli Stati Uniti. Ciò nonostante, la risoluzione è passata con 30 voti favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti.

La risoluzione approvata non porta scritti nome e cognome dei Paesi colpiti, ma ripudia le misure coercitive unilaterali in quanto tali, tenendo anche conto delle varie prese di posizione ONU degli anni passati. Non è quindi rivolta a un Paese specifico, ma tiene conto anche delle gravi difficoltà di questi Paesi in un momento in cui la pandemia provocata dal Covid 19 continua a fare strage.

Si pone l’accento sul fatto che queste misure coercitive violano il diritto internazionale, mettono in serio pericolo lo sviluppo, la crescita economica e sociale, i diritti umani e le conseguenze ricadono soprattutto sulle persone più deboli, in particolare l’infanzia.

Il ministro degli esteri del governo italiano, ha voluto specificare  che non si tratta di un voto contro Cuba, ovvero a favore del blocco contro l’isola.

Di Maio ha anche rivendicato il voto italiano contro il blocco nel 2019. Qualche esponente del PD ha scritto che la risoluzione a cui l’Italia ha votato contro non è quella che, in sede di Assemblea Generale Onu, chiede la cessazione del blocco economico, commerciale e finanziario verso Cuba, ma una risoluzione presentata al Consiglio  dei Diritti Umani di Ginevra.

Della serie: l’Italia vota contro il blocco a Cuba in una sede, ma a favore del mantenimento delle misure coercitive unilaterali per tutti (quindi compresa Cuba) in un’altra.  Qualcuno spieghi (si fa per dire) al governo italiano che è in palese contraddizione con sè stesso, nonostante i patetici tentativi di distinguo.

Ma a nostro avviso, la cosa è ancora più grave, visto che il voto italiano è a favore del mantenimento del meccanismo sanzionatorio contro tutti i Paesi colpiti (Cuba, Venezuela, Iran, Corea del Nord, Siria, ed un lungo etc). Una lunga lista stilata da Washington a cui si accoda puntualmente l’ Unione Europea. Ridicolo cercare di nascondersi dietro un dito.

D’altra parte, il discorso chiarissimo di Draghi sul nostro allineamento “atlantista” non lasciava dubbi sulla collocazione internazionale del suo governo.

Inutile che il governo Draghi cerchi di arrampicarsi sugli specchi. È innegabile che il voto italiano è un voto a favore delle “sanzioni” a chiunque. È un voto di puro schieramento atlantico e di subordinazione agli Stati Uniti, che va contro gli stessi interessi italiani.

Le misure coercitive unilaterali privano (in maggior o minor grado) tutti i Paesi  colpiti delle entrate provenienti da esportazioni di beni e servizi, ostacolano le fonti esterne di finanziamento provocandone l’aumento dei costi, privano i Paesi della possibilità di accedere ai mercati vicini, con il conseguente aumento dei costi di trasporto.

Come ha sottolineato anche il Papa, sono danni enormi e colpiscono ogni settore della vita di quei Paesi, dall’alimentazione alla sanità, dall’educazione alla cultura, dalla comunicazione ai trasporti, dal commercio estero allo sport e alla tecnologia.

Il carattere criminale e genocida delle misure coercitive unilaterali, è evidente soprattutto nel contesto dell’attuale pandemia, poiché la Casabianca e l’Unione Europea si sono avvalsi della loro componente extraterritoriale per rende più vulnerabili i Paesi sanzionati per i quali è più difficile o addirittura impossibile dotarsi di medicinali o attrezzature mediche. La disponibilità di queste risorse può fare la differenza tra la vita e la morte sia per i pazienti, che per il personale sanitario in prima linea.

In molti avevano  sperato in una politica estera di apertura da parte della nuova amministrazione Biden. E perchè no, anche dell’Unione Europea, con la politica estera in mano al “socialista” Josep Borrell. I fatti, però, hanno la testa dura e contraddicono le belle parole.

Come negli assedi medievali, si cerca di prendere per fame e per stenti gli assediati.

In che lista andrebbero inseriti gli Stati Uniti, da parte dei tanti Paesi del mondo aggrediti e saccheggiati per secoli dalla prepotente ed aggressiva politica egemonica di Washington ? Un Paese che condanna pubblicamente il terrorismo, salvo poi finanziarlo e promuoverlo per i propri interessi e per garantire il proprio dominio.

Certo, si può sempre ridurre il tutto dicendo che è un voto su una mozione che conta poco o nulla, che il “vero” voto è quello dell’Assemblea Generale ONU e non questo, che l’Italia non vota a favore di un documento presentato dal “Movimento dei non-allineati”, ecc. ecc…..

Ciò che resta purtroppo è la complicità di un’Italietta a sovranità limitata, fedele maggiordomo degli Usa.

Da parte nostra, esprimiamo la più ferma condanna della posizione assunta dal Governo italiano in questa occasione, contraria a ogni umanità, ancor più in un periodo di pandemia.

Riaffermiamo la solidarietà verso i popoli di tutti i Paesi sottoposti a misure coercitive unilaterali, blocchi, o a politiche criminali che ne impediscono il libero sviluppo e l’autodeterminazione.