MORTO SUL LAVORO…UN ALTRO…

Un giovane di 20 anni di origine indiana.

E’ il 44° #morto sul #lavoro dall’inizio dell’anno, schiacciato contro un muro da un tir in un’azienda #logistica di #Tavazzano (#Lodi). Una morte che lascia senza fiato e senza parole: tante ne abbiamo dette e gridate senza riuscire a fermare quest’ orribile #strage. Abbiamo indicato spesso le misure legislative e amministrative che potrebbero porre un argine a questa tragedia, ma è come scontrarsi contro un muro. La trasformazione del lavoro in una merce senza #tutele ne #diritti in un mercato giungla in cui vige solo la regola del massimo #profitto, risultato delle politiche #neoliberiste degli ultimi quarant’anni, non viene in alcun modo messa in discussione dai governanti del momento.
Verrebbe da stare zitti se non fosse che il silenzio farebbe il gioco di chi in questi anni ha fatto e continua a fare poco e nulla contro quelli che, per salvare le coscienze, vengono derubricati come #incidenti, mentre spesso sono veri e propri #omicidi.
Per questo e per evitare di restare prigionieri del senso di impotenza che rischia di prenderci, dobbiamo, anche quando ci costa fatica, dire, gridare i nomi dei caduti di questa ignobile #guerra perché le loro morti non finiscano per essere vissute come eventi naturali, tragici ma inevitabili. E dobbiamo continuare a denunciare le responsabilità di #governi e forze politiche le cui scelte e leggi hanno distrutto diritti, valori e precarizzato le esistenze per assoggettare le persone e la società alla ricerca del massimo profitto a tutti i costi.
Ma anche se necessaria la denuncia da sola non basta occorre ricostruire quei rapporti di forza che permettano di imporre, attraverso le lotte, scelte in controtendenza rispetto alle logiche dominanti. E’ dunque sempre più indispensabile che su temi come questo le forze piccole, deboli e frammentate della #sinistra alternativa, le associazioni, i comitati e tutte le persone che sentono come intollerabile la realtà presente diventino finalmente consapevoli della necessità irrinviabile di unirsi nelle lotte per il cambiamento. Rinviare è colpevole.
#bastamorti

Antonello Patta – responsabile nazionale Lavoro del Partito della Rifondazione Comunista