RETE NO CPR: I “PREDONI DELL’ACCOGLIENZA” AL CPR DI MILANO. ASSEGNATO IL BANDO AD ENGEL ITALIA SRL

RETE NO CPR: I “PREDONI DELL’ACCOGLIENZA” AL CPR DI MILANO. ASSEGNATO IL BANDO AD ENGEL ITALIA SRL

Qualcuno dice che peggio non poteva andare. E’ stato assegnato alla già tristemente nota Engel Itala S.r.l. il bando di gestione per il prossimo anno del CPR di Milano. Tanto comunica il sito della Prefettura di Milano, dopo che in barba ad ogni principio di trasparenza, ha finalmente aggiornato la pagina relativa al bando ferma dallo scorso giugno, dichiarando direttamente l’aggiudicatario. (a questo link)

Sugli altri partecipanti (Ass.ne San Marco Onlus, Coop. Stella Società Cooperativa sociale, Ekene Cooperativa Sociale Onlus, RTI Essequadro Società cooperativa sociale e Oltre il mare Soc. Coop. Soc., ORS Italia S.r.l., Officine Sociali Società cooperativa Sociale, Alpi del Mare Società Cooperativa Sociale Onlus) l’aggiudicatario l’ha spuntata a fronte del corrispettivo di Servizio pro capite pro die € 39,21 (trentanove/21)Kit vestiario € 137,85 (centotrentasette/85).

Qui l’episodio nel centro di Paestum:

  • Viene confermato l’aumento di capienza da 56 a 84 posti effettivi, con quindi apertura di un terzo settore, presumiamo sempre solo maschile.Engel Italia è già nota a chi si occupa di CPR, e non solo per aver partecipato anche alla precedente gara per via Corelli:”L’ultima candidata ammessa dalla prefettura di Milano alla gara per il Cpr di via Corelli è la Engel Italia di Salerno, una srl da 48 dipendenti e 1,6 milioni di euro di valore di produzione nel 2017, che si occupa anche di assistenza sociale e gestione di centri di accoglienza per migranti, come recita la descrizione delle proprie principali attività nel registro delle imprese, ma negli atti costitutivi della società salernitana vengono descritte attività fra le più disparate: dalle costruzioni (ristrutturazioni, interventi architettonici, difesa e sistemazione idraulica, impianti per le depurazioni) al turismo, passando dall’attività di import-export di prodotti alimentari e non, per arrivare infine alla gestione di case di riposo per anziani, case famiglie per minori, Sprar e Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo).
  • Tra le vicende che hanno coinvolto in questi anni la Engel Italia vi sono la gestione del Cpr di Potenza e l’aspra polemica con l’ex parlamentare del Partito democratico Khalid Chaouki sulla gestione di un centro Sprar sito presso l’Hotel Engel, in via Afrodite a Paestum (Salerno). L’ex onorevole dem si recò in visita al centro il 17 dicembre 2014, per poi scrivere un’interrogazione parlamentare al ministro dell’epoca, Angelino Alfano, chiedendo spiegazioni per le condizioni della struttura denunciate dai 35 ospiti quasi tutti afgani. Scrive Chaouki nella sua interrogazione parlamentare sottoscritta da altri 43 parlamentari che “ha incontrato gli ospiti del centro, e, parlando con alcuni di loro, ha appreso che uno dei responsabili una volta avrebbe addirittura sparato in aria davanti a loro per intimorirli, tanto da preoccuparli in merito alla loro stessa sicurezza; sempre i medesimi ospiti hanno dichiarato che non riceverebbero regolarmente il pocket money a cui hanno diritto; inoltre gli ospiti stranieri hanno fatto presente a chi scrive le condizioni in cui versa il centro Sprar in cui sono stati sistemati: precarietà degli ambienti e della pulizia sarebbe purtroppo la norma, e, citando testualmente «non ci sta aiutando. Non ci dà niente, né vestiti né cibo’; inoltre gli ospiti affermano di aver già segnalato la situazione in prefettura l’11 novembre, come testimonierebbe una lettera timbrata dalla prefettura di Salerno”. (a questo link) . Qui l’episodio nel centro di Paestum:
  • Alcuni esempi della tipologia di gestione del CPR di Palazzo San Gervasio, sicuramente tra quelli che riservano il peggiore trattamento ai trattenuti, oltre a vantare tra le peggiori condizioni strutturali: (a questo link)
  • A proposito si è parlato anche di “predoni dell’accoglienza”:”(…) Spostandosi ad Avellino la situazione non cambia nella galassia dei centri gestiti da Engel – alcuni di questi ottenuti in consorzio con altre cooperative, diciamo così, “chiacchierate”. Così saranno sette le strutture sequestrate il 19 febbraio scorso dalla procura di Avellino. Ad ordinare il sequestro a causa di: “anomalie nella somministrazione degli alimenti, in qualche caso scaduti, di carenze igieniche e di strutture prive dei requisiti di sicurezza” ci pensa il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Ciccone che le mette sotto chiave. Le indagini di polizia giudiziaria affidate ai Nas di Salerno, dopo l’esposto presentato dalla Cgil di Avellino. A chiudere furono – tra le altre – le strutture che si trovavano nei piccoli comuni di Pietrastornina e di Montefredane, entrambe gestite dalla cooperativa Engel. Inadempimenti di contratti di pubblica fornitura fu l’ipotesi di reato formulata dai magistrati irpini. Nello stesso momento anche altri due centri di accoglienza furono chiusi e in via cautelativa, dal prefetto di Avellino Carlo Sessa. Manco a dirlo erano gestiti da Engel insieme alla cooperativa InOpera tra quelle coinvolte nell’inchiesta giudiziaria Mafia Capitale. Società, quest’ultima “famosa” per aver gestito – alla modica cifra di tre milioni di euro l’anno incassati dal Comune di Roma – un ex capannone industriale che definire fatiscente è dir poco, in cui erano stipati 288 persone di etnia rom, di cui quasi la metà bambini. Tant’è.Il proprietario di Engel è l’imprenditore Alessandro Forlenza. Per quella vicenda dello Sprar di Paestum ha finito per denunciare – per abuso d’ufficio, diffamazione e minacce – il parlamentare del Pd Khalid Chaouki.” (a questo link)

Intanto, in questo periodo di “interregno”, la struttura di via Corelli è letteralmente allo sbando.

Ci aspetta un lungo anno. Ai nostri posti ci troverete.Per l’analisi della situazione interna al CPR di via Corelli, per le storie di vita che vi sono rimaste impigliate e per le considerazioni generali che sono sorte dal sopralluogo intervenuto lo scorso giugno al suo interno, leggi “Delle pene senza delitti” (bit.ly/3i4IE4m). Qui i due esposti penali che ne sono scaturiti: bit.ly/3BPTh2N