Milano-Cortina 2026: una possibilità di lavoro con progettualità
Milano-Cortina 2026: una possibilità di lavoro con progettualità Il grande evento delle Olimpiadi Invernali 2026 è uno tsunami destinato a crescere e a travolgere il Lombardo-Veneto, con annesso Trentino. Esso potrebbe però essere l’occasione per far emergere valori alternativi capaci di innescare lotte parziali e magari col tempo costruire un fronte ampio di mobilitazione. E’ un evento che va analizzato su molteplici livelli. Il primo è quello delle categorie sociali che verranno penalizzate nel corso degli eventi, iniziando da quelli che saranno i primi ad essere travolti dall’onda, e poi valutando le seconde e terze file.
1) Milano città 1.
1 Cittadini in affitto che subiranno un forte aumento del canone, fino all’espulsione. L’operazione è gia in corso da tempo, è partita subito dopo l’assegnazione dei giochi alla città di Milano. Ironia della sorte, la valorizzazione delle aree viene pagata dal pubblico, e i più poveri di questo “pubblico”, dopo aver pagato vengono esclusi…. N.B.: gli affittuari sono una minoranza, contro una maggioranza che vede valorizzato il proprio appartamento…
1.2 Senza fissa dimora, che saranno allontanati dalle vetrine della città. Anche questa operazione è già in corso, si ricordano gli sgomberi sotto i ponti adiacenti alla stazione centrale, lo scorso autunno. L’assunzione di 500 nuovi agenti di polizia locale va in quella direzione…
1.3 Studenti universitari fuori sede che vedranno aumentare gli affitti dei locali presso i quali alloggiano. “Torino 2014: un numero crescente di giovani donne italiane – in maggioranza studentesse – utilizza il sistema degli annunci di sesso a pagamento per pagarsi gli studi…”. Fonte: immigrazione.biz, Vie d’uscita, Focus sul fenomeno della…. Quaderni di tecnostruttura
1.4 Studenti ai quali verrà offerta la possibilità di “lavorare gratis”, in occasione del grande evento, o al limite sottopagati, senza formazione, senza alcuna possibilità di riconferma anche soltanto a tempo determinato
1.5 “Poveri cristi” che affideranno al “gratta e vinci” la soluzione dei loro problemi. Per Torino 2006 sono stati venduti 70 milioni di biglietti abbinati alla lotteria istantanea “Gratta & Vinci” MEDAGLIA D’ORO. Fonte: Ministero dell’economia e delle Finanze, Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, Roma, 30 marzo 2006
1.6 Cittadini tutti, che pagheranno i costi dell’evento. (La città di Torino è la più povera del Nord Italia, con un indebitamento che costa, solo per pagare gli interessi sul debito stesso, € 338 pro capite ogni anno). Fonte: Openpolis 9/6/2021. Questo vuol dire di fatto che la città, con un debito che ancora supera abbondantemente la cifra di tre miliardi, è commissariata dalle banche che avanzano il credito: il welfare cittadino è notevolmente ridotto e in ogni caso a discrezione…delle banche!
2) Nelle valli alpine
2.1 Tutte le categorie sociali ed economiche che non vivono sulla cultura monotematica dello sci di discesa e che fanno sempre più fatica a resistere in condizioni difficili (allevatori, agricoltura biologica, artigianato…)
2.2 Cittadini ai quali viene stuprato il loro territorio da disboscamenti. rotonde, svincoli, gallerie… e che per primi pagano le conseguenze ambientali sia negli eventi climatici “estremi”, sia nello stravolgimento definitivo del loro ambiente (1)
3) Grande Padania
3.1 Agricoltori, piccole imprese, etc. alle quali viene espropriato il terreno per costruire una decine di nuove autostrade o superstrade (solo la BreBeMi ha “ucciso” 1779 piccole aziende…)
3.2 Agricoltori ai quali viene privata l’acqua per irrigare i campi, drenata e inquinata per produrre neve artificiale (solo lungo il Ticino, da Sesto Calende a Pavia, ci sono 7.000 aziende agricole…)
3.3 Cittadini ai quali è calato il valore del loro immobile in seguito al depauperamento, conseguente all’insediamento di nuovi poli logistici nel loro territorio, allontanati da Milano
3.4 Cittadini tutti che vedranno aumentare l’inquinamento, già drammatico (Cremona è la città più inquinata d’Italia, insieme a Taranto…) (2)
4) Cittadinanza tutta
4.1) Lavoratori edili: la maggior parte delle opere di “Torino 2006” sono state realizzare dalla ‘ndrangheta: “Rocco Varacalli, pentito di ‘ndrangheta, Presa diretta del 15 gennaio 2012 disse:«Tutte le opere sono state fatte dalla ‘ndrangheta, dal cassiere della ndrangheta. E dopo le olimpiadi anche l’alta velocità Torino Milano, tutti i lavori del Piemonte, lavori pubblici, li hanno fatti loro.». La legge olimpica (decreto-legge 11 marzo 2020, convertito in legge a maggio 2020), all’art. 3, comma 2bis allarga le maglie della sicurezza lasciando ampio margine all’infiltrazione mafiosa.
4.2) Onesti cittadini: il triangolo industriale si è spostato ed oggi si disegna tra Milano, Modena, Verona e di nuovo Milano: lì passeranno diverse autostrade “indispensabili” per l’evento olimpico, la Tirreno-Brennero e la Cremona- Mantova. Alcuni avanzano il sospetto, tutto da verificare, che la ‘nrangheta stia acquistando i terreni dove passeranno le infrastrutture. Naturalmente occorre prudenza, e i fatti a sostegno delle ipotesi, comunque non sarebbe la prima volta…
4.3) Lavoratrici e lavoratori dello sport di base: pur in una situazione economicamente drammatica, nessuna risorsa sarà indirizzata a sostegno dello sport di base. Un numero enorme di piccole e piccolissime società sportive ha chiuso durante la pandemia, mentre lo Stato ha drenato ingenti somme a sostegno delle società professionistiche, calcio in primis.
4.4) Giovani e giovanissimi: l’Italia è uno dei paesi europei dove la pratica sportiva è minore, sia degli adulti che dei bambini. Fonte: Ricerca eurobarometro, aprile 2018. L’Italia è uno dei paesi europei dove il sovrappeso e l’obesità hanno percentuali più alte. Fonte: The lancet, ottobre 2017 (3)
4.5) Contribuenti: “Appare dunque ragionevole affermare che, in occasione delle Olimpiadi, sono stati sottratti ad altri usi 3,4 miliardi di euro di spese organizzative e fino a 11 miliardi di spese infrastrutturali senza disporre di elementi convincenti sul loro effettivo beneficio per l’economia locale o nazionale”. Fonte: J. Massiani, Torino 2006, fra analisi economica e autoconvincimento, in Id. “I promessi soldi”, Ca’ Foscari-digital publishing, Venezia 2018
Questo terribile tsunami offre però a noi alcune opportunità:
a) ha una scadenza precisa, febbraio 2026, ineludibile, che ci potrebbe consentire di operare con progettualità, senza inseguire illusioni elettorali
b) coinvolge un territorio vasto, che interessa un quarto della popolazione italiana, ma sul quale noi siamo discretamente presenti e distribuiti
c) tocca tanti gruppi sociali che solo un Partito Comunista può leggere nella sua unitarietà, e tentare di collegarne le lotte
Pensiamo sia più che mai necessario costituire un gruppo di lavoro a livello regionale, nel quale siano possibilmente presenti esponenti di tutte federazioni, anche con più di una/un compagna/o. Questo gruppo di lavoro dovrebbe innanzitutto mettere in collegamento le/i compagne/i che già ora operano su queste tematiche, nel loro territorio, affinché le loro lotte abbiamo maggiore risonanza e trovino nuovi sostenitori, in altri luoghi. A fianco di questo primo e importante obiettivo occorrerebbe sviluppare l’analisi delle situazioni, dove individuiamo la problematica ma non abbiamo ulteriori elementi per operare, facendo appello alle risorse presenti nel nostro partito, in forma individuale di compagne e compagni, come in forma organizzata, circoli, insieme di circoli, o federazioni. Tutte le iniziative distribuite sul territorio ed in vari periodi dovrebbero in linea di massima condividere un logo e un titolo comune. Potremmo operare con prese di posizione online, con volantini specifici a distribuzione mirata, con iniziative di approfondimento, e tante altre modalità che volta per volta potremmo scegliere. Già da ora però, riteniamo che le nostre iniziative debbano sempre avere due caratteristiche costanti, oltre ai contenuti specifici del caso:
d) portare elementi di contro narrazione rispetto alle “magnifiche sorti…” che il grande evento olimpico si porta dietro, tanto false e proprio per questo mai dimostrate
e) portare proposte concrete che esplicitino la loro fattibilità immediata e allo stesso tempo esprimano valori alternativi a questo modello di sviluppo, che sviluppo non è
Milano, 23/10/22
Amann Stefano, Berardi Francesca, Beretta Fulvio, Comi Pietro, La Corte Silvio, Libera Massimo, Macario Francesco, Massari Luca, Martina Cesare, Nutini Stefano, Pennati Riccardo
(1) “Non aduliamoci troppo tuttavia per la nostra vittoria umana sulla natura. La natura si vendica di ogni nostra vittoria. Ogni vittoria ha infatti, in prima istanza, le conseguenze sulle quali avevamo fatto assegnamento; ma in seconda e terza istanza ha effetti del tutto diversi, imprevisti, che troppo spesso annullano a loro volta le prime conseguenze. Le popolazioni che sradicavano i boschi in Mesopotamia, in Grecia, nell’Asia Minore e in altre regioni per procurarsi terrenocoltivabile non pensavano che così facendo creavano le condizioni per l’attuale desolazione di quelle regioni, in quanto sottraevano ad esse, estirpando i boschi, i centri di raccolta e i depositi dell’umidità. Gli italiani della regione alpina, nel consumare sul versante sud gli abeti così gelosamente protetti al versante nord, non presentivano affatto che, così facendo, scavavano la fossa all’industria pastorizia sul loro territorio; e ancor meno immaginavano di sottrarre, in questo modo, alle loro sorgenti alpine per la maggior parte dell’anno quell’acqua che tanto più impetuosamente quindi si sarebbe precipitata in torrenti al piano durante l’epoca delle piogge… Ad ogni passo ci vien ricordato che noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo con carne e sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscerele sue leggi e di impiegarle in modo appropriato…”
K. Marx, F. Engels, Opere complete, vol. 25, Editori riuniti, Roma 1974, pp.167-168.
(2) Il Rapporto ONU che ha preso in esame le aree inquinate del nostro paese sarà presentato al Consiglio sui “Diritti Umani” presso il Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra il prossimo 20 settembre. I siti presi in considerazione sono: Porto Marghera, la Terra dei fuochi, l’Ilva di Taranto, la Solvay di Livorno e il VENETO. IL Veneto è presente addirittura come Regione:
(2.1) per l’inquinamento da Pfas delle acque di falda e di superficie di un’area molto estesa e nel rapporto si citano le responsabilità della Regione nella salvaguardia della salute dei propri cittadini per aver privato gli stessi delle informazioni necessarie – analisi del sangue e degli alimenti – alla salute, per non averli seguiti come si deve dopo i primi screening e per negare a tutta la popolazione contaminata l’accesso alle analisi che possono garantire una prevenzione, specie per le future madri prima della gravidanza.
(2.2) per l’inquinamento da pesticidi. Nel rapporto, redatto in inglese, si legge al punto 71: “sebbene l’uso dei pesticidi in generale in Italia nell’ultimo decennio sia diminuito, è stato rilevato un significativo incremento nella quantitá di pesticidi usati in Veneto, in particolare nell’area di produzione del vino Prosecco. Quest’area in Italia è una fra le maggiori consumatrici di pesticidi per ettaro, in quanto utilizza l’equivalente di un metro cubo di pesticidi per anno e per abitante.”
Schiavon Dante, Associato SEQUS (Sostenibilità, Equità,Solidarietà)
(3) “… potrebbe venire il giorno in cui la lotta dell’umanità contro le condizioni avverse alla vita sul nostro pianeta diverrà così aspra da rendere impossibile un’ulteriore evoluzione sociale.”
F. Engels, Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, Editori riuniti, Roma 1969
