Una riflessione su come siamo entrati nel 2022

Una riflessione su come siamo entrati nel 2022

di Fabrizio Baggi

Ieri si è chiuso un altro anno, e come ogni primo di gennaio oggi sui social si leggono “propositi” di ogni genere. Io vorrei provare a fare una piccola riflessione su come siamo entrati in questo 2022.

Sono passati ormai due anni dall’inizio della pandemia e moltissimi errori, gravi e colpevoli, sono stati commessi dall’Europadai due governi che si sono susseguiti e dalle amministrazioni delle Regioni, una su tutte quella lombarda.

Oggi, a quasi due anni dal famoso “paziente uno”, in Italia si sono registrati oltre 140mila nuovi contagi ed un tasso di positività oltre il 16% ma ancora nessun investimento per potenziare il trasporto pubblico è stato messo in campo, il tracciamento (che non c’è mai stato davvero) è saltato completamente, abbiamo scuole che vedono essere la maggior parte delle classi delle vere e proprie “classi pollaio” il distanziamento non esiste e soprattutto, nonostante sia ormai chiaro al mondo che fino a che non verranno vaccinate le popolazioni più povere continueranno ad arrivare varianti del covid sempre più infettive e resistenti ai vaccini nessuno pare intenda rimuovere i brevetti delle multinazionali impedendo agli stati più poveri di poter vaccinare le popolazioni.

In Lombardia, Regione che più di tutte ha dimostrato senza possibilità di alcun ragionevole dubbio, che la privatizzazione della sanità è devastante è stata approvata una nuova legge regionale in materia di sanità che, sembra impossibile ma è così, è addirittura peggiorativa rispetto alla già fallimentare Legge23 e presto saranno le cittadine e i cittadini lombarde/i a pagarne il caro prezzo.

Il coordinamento regionale per il diritto alla salute ha anche inviato una lettera al Ministro Speranza ed al Presidente Draghi per chiedere che il Governo impugni la (contro)riforma Moratti/Fontana per via dell’evidente incostituzionalità ma ad oggi nessuna risposta è pervenuta.

Sul versante del lavoro e del reddito le cose non vanno meglio, sempre più aziende stanno licenziando, chiudendo e delocalizzando selvaggiamente. Centinaia di lavoratrici e lavoratori si ritrovano colpite/i da licenziamenti collettivi – comunicati sempre più spesso via email o via sms – ed in Lombardia la situazione su questo piano è assai drammatica. Se si contassero solamente le tre vertenze principali, la Gianetti, la Timken e la Boost si parla di 500 posti di lavoro a rischio.

Stiamo parlando di aziende con i conti in attivo che stanno intraprendendo la strada della delocalizzazione unicamente per speculare sui diritti del personale e sui costi per la sicurezza ma non abbiamo ancora una legge contro queste delocalizzazioni selvagge.

Persiste inoltre la strage rispetto alle morti sul lavoro. Nel 2021, in Italiasono morte 1404 persone per infortuni sul lavoro, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente e non sono state/i conteggiate/i nel monitoraggio le lavoratrici ed i lavoratori morti per infortuni da covid.

La manovra finanziaria è stata pensata (ed approvata nonostante l’ottimo risultato rappresentato dallo sciopero generale) dimenticandosi totalmente dei redditi medio/bassi ed inoltre è in arrivo un vertiginoso aumento delle bollette di luce e gas che metterà in seria difficoltà la maggioranza dei nuclei familiari.

Nessun rispetto per il Pianeta in cui viviamo, riscaldamento globale e cambiamenti climatici ci stanno uccidendo e molte altre nefandezze sono state compiute dal neoliberismo e dal governo a guida Draghi sostenuto in maniera corale da centro destra e cosiddetto centrosinistra.

A fronte di tutto questo credo che il solo vero proposito che tutte e tutti dobbiamo farci sia quello di ripartire aprendo una grande stagione di lotte e mobilitazioni, ripartendo dai conflitti, unificando le vertenze per costruire una vera opposizione politica e sociale a Draghi, al suo Governo ed alle politiche devastanti che hanno messo in campo.

Uscire a sinistra da questa situazione, unificando le lottemettendo al centro le Persone ed i loro bisogni e necessità. Costruire una sinistra di classeradicale e sociale che si opponga con forza ad un sistema di sviluppo sbagliato che sta consumando tutte e tutti.

Questo deve essere l’obiettivo che ci dobbiamo dare per questo 2022 appena iniziato che ci trova in una condizione pessima.

Buon anno e buona lotta a tutte e tutti.