[…………………….] VARESE

di Marco Zocchi.

Comitati per il NO, Rifondazione Federazione Varese, “Avanti per l’attuazione della Costituzione repubblicana e antifascista”

Varese, 9 febbraio 2017

Riprendiamo da subito. Il risultato del referendum del 4 dicembre è stato straordinario per tante ragioni. Straordinario per la bocciatura dello stravolgimento della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza; straordinario per l’altissima affluenza, in inversione di tendenza rispetto al crescente disinteresse verso politica e partecipazione; straordinario perché, a partire dal 4 dicembre, chiunque vorrà proporre modifiche alla Costituzione non potrà farlo deformandone i principi fondamentali per adattarla ai propri interessi particolari.

E particolarmente straordinario per il lavoro territoriale e la rete di rapporti che si sono intrecciati all’interno dei comitati che per ottenere quel risultato hanno duramente lavorato. Il valore della vittoria del no sta anche in quel sentimento di aggregazione davvero popolare nato per bloccare una deriva autoritaria e verticista. È stata una vittoria della democrazia contro il neoliberismo, contro gli ordini della finanza internazionale, contro le spinte di tutti i poteri forti col pieno sostegno dei principali organi di informazione.

Crediamo per questo che quel livello di comunanza e condivisione debba essere tutelato e coltivato. Il movimento che si è creato durante la campagna referendaria con i Comitati per il NO come insieme di cittadini e cittadine di Varese, di Busto Arsizio, di Gallarate, di Saronno, di Cardano al Campo, di Fagnano Olona e di tutti gli altri comuni della provincia di Varese deve proseguire nella sua spinta propulsiva con l’obiettivo di moltiplicare la partecipazione per contrastare ogni ulteriore tentativo di ridurre gli spazi di democrazia a partire proprio dalla discussione sul voto e sulla legge elettorale e dai prossimi referendum sul Jobs Act.

Abbiamo potuto verificare, nel nostro territorio, come questa campagna abbia prodotto a sinistra una diffusa riattivazione di energie, passione civile e militanza coinvolgendo tante cittadine e cittadini, associazioni e movimenti oltre a quelli, come ANPI ed ARCI, che hanno direttamente promosso i comitati. La campagna referendaria e lo stesso risultato dimostrano che nel nostro paese c’è un’ampia disponibilità a ritrovarsi attorno ad un progetto di difesa e allargamento della democrazia, di difesa di diritti e beni comuni, di opposizione al neoliberismo. Le stesse modalità orizzontali, dibattute, coese e condivise attraverso le quali si sono costituiti ed organizzati i comitati sono un patrimonio democratico che non va disperso ma, anzi, rivitalizzato ed aggiornato in previsione delle prossime, fondamentali sfide legate all’attuazione della Costituzione e al tema della rappresentanza politica a sinistra.

 

Dal referendum è emersa una domanda di rottura e di cambiamento che però rischia concretamente di trovare risposte nelle proposte politiche della destra xenofoba, fascista, razzista e nazionalista, all’estero come nel nostro paese. Il crollo politico e morale delle socialdemocrazie però non corrisponde all’emergere di una proposta politica di sinistra adeguata. È un problema che non riguarda solo i partiti storici della sinistra ma la stessa incisività delle lotte democratiche e della rappresentanza della classe sfruttata. È un problema che deve essere risolto partendo proprio dalla continuità delle e nelle lotte, dalla condivisione, dalla discussione e dal mettere assieme quel novanta percento che unisce la sinistra anziché fermarci sempre a quel dieci percento che ci divide.

Rifondazione Comunista della provincia di Varese ringrazia i compagni e le compagne per il continuo e generoso impegno in questo senso e si rende da subito disponibile per contribuire a questi obiettivi, chiedendo anzitutto che l’attività dei comitati che si sono mobilitati per il referendum nei territori prosegua e si rafforzi.

Il Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea_Federazione di Varese