MULTIUTILITY DEL NORD: I GIOCHI NON SONO FATTI

di Enrico Bosani.

Il riavvio del risiko tra le grandi multiutility italiane, rilanciato dal tentativo di A2A di acquistare LGH, riuscendo così a costituire una grande azienda multiservizi a livello regionale, capace di competere sul mercato italiano con gli altri colossi del settore, sembra avere avuto una momentanea battuta di arresto. Il consiglio di amministrazione di una delle aziende proprietarie di LGH, ossia CO.GE.ME, ha infatti respinto questa proposta di acquisto, giudicandola inappropriata e chiedendo che, per la vendita del 51% del pacchetto azionario di LGH, si scegliesse la strada di una gara pubblica, e non di una sola offerta privata. Non una opposizione di merito, quindi, ma solo di metodo, sperando in questo modo di riuscire ad ottenere un prezzo di vendita più alto dell’offerta di A2A. Nessuna difesa della proprietà e del controllo pubblico dei servizi a rete locali, ma solo il tentativo di ottenere un guadagno maggiore dall’operazione di vendita degli stessi. Comunque, avendo CO.GE.ME il 31% del pacchetto azionario di LGH, e prevedendo i patti parasociali interni di LGH la clausola per cui per la vendita di quote azionarie della società è necessario l’assenso del 70% del capitale, questa decisione ha interrotto immediatamente il percorso di A2A nella bassa lombardia, vanificando quanto fatto fino ad ora. Naturalmente questa è solo una battuta di arresto momentanea, i protagonisti di questa vicenda stanno già cercando le soluzioni a questo imprevisto, e probabilmente già dopo le feste natalizie la vicenda si svilupperà su nuove coordinate e con nuove iniziative. Ma comunque, questa battuta di arresto può servire per mettere a punto le possibili azioni di resistenza e di opposizione a questo progetto, nello spirito del referendum che ha sancito la netta preferenza del popolo italiano per la proprietà, ed il controllo pubblico, dei servizi pubblici locali. Cosa fare per opporsi non è facile a dirsi, stante la forza degli interessi politici ed economici coinvolti, e la forte spinta alla finanziarizzazione del settore, ma una proposta operativa concreta è stata messa in campo dal coordinamento lombardo dei comitati de “Altra Europa “, e crediamo sia uno strumento utilizzabile perlomeno per indicare una possibile alternativa a questa operazione. La proposta, molto semplicemente, consiste in una delibera di indirizzo di iniziativa consigliare, o popolare, che chiede di modificare l’attuale assetto proprietario, nel quale i pacchetti azionari di LGH sono detenuti dai comuni attraverso proprie società patrimoniali. La delibera chiede semplicemente di eliminare questo passaggio, rimettendo i pacchetti azionari direttamente nelle mani dei comuni, accorciando così la catena di comando e contemporaneamente facendo diventare i comuni  i diretti controllori di LGH, con la possibilità di incidere direttamente sulle scelte, gli indirizzi, gli sviluppi industriali e le modalità di gestione e di erogazione dei servizi locali. Oltretutto questo passaggio consentirebbe ai comuni di incamerare direttamente tutti gli utili ed i dividendi generati da LGH, senza lasciarne una parte in mano alle patrimoniali. Questa delibera potrebbe essere presentata, in tutte quelle località dove operi LGH,  da singoli consiglieri o da forze politiche presenti nei consigli comunali, oppure, qualora non vi fossero consiglieri disposti a presentarla, si potrebbe farne oggetto di consultazione pubblica,  raccolta di firme, petizione o qualunque altro atto di iniziativa popolare pubblica e di partecipazione prevedano i singoli statuti comunali. Non ci nascondiamo la difficoltà di questa strada, ma crediamo che questa delibera sia uno strumento utile per suscitare perlomeno quel dibattito pubblico sulla questione che ad oggi ci pare essere un po’ assente, e che sia l’unica proposta reale messa in campo fino a questo momento. Per questo rifondazione comunista regionale appoggia questa proposta, e la mette a disposizione di chiunque sia intenzionato ad utilizzarla per mettere il proprio granellino di sabbia negli ingranaggi del capitalismo .