Report del coordinamento nazionale PAP del 14 ottobre 2018 – di Paolo Ferrero.

Oggi si è tenuto il coordinamento nazionale di Potere al Popolo, convocato per ratificare adozione Statuto n. 1. Nei giorni scorsi avevamo chiesto inutilmente di modificare l’OdG per mettere al centro una discussione politica su quanto era successo e sulla necessità di attuare un ripensamento per evitare la distruzione del progetto politico di Pap.
Vista la necessità di riproporre per un’ultima volta il tema dell’azzeramento di quanto accaduto in queste settimane per cercare di salvare il progetto politico di Pap e di chiarire come sono andati i fatti, in 4 compagn@ del coordinamento che avevano dato indicazione di non votare sugli statuti, abbiamo partecipato alla prima parte del coordinamento.
Ricordo che le ragioni per cui abbiamo ritirato il secondo statuto e non partecipato alla votazioni riguardavano il falso resoconto del coordinamento del 1 ottobre comparso sul sito di Pap e poi il rifiuto da parte della maggioranza di pubblicare sul sito la presentazione al secondo statuto. Le scorrettezze sono continuate anche durante la fase delle votazioni – mettendo comunque in votazione lo statuto 2 che era stato ritirato – e successivamente con la manipolazione dei dati sulle votazioni.
Nella riunione di oggi abbiamo portato le ragioni per cui non riconosciamo la validità della votazione, motivato politicamente perché le scelte fatte stravolgono il progetto su cui era nata Pap e ricostruito la realtà dei fatti di cosa è successo in questi mesi.
Brevemente:
1) Pap è nata come punto di aggregazione del complesso delle forze della sinistra antiliberista e anticapitalista. La scelta odierna la trasforma in una organizzazione settaria che nasce sulla divisione e non sull’aggregazione. Potere al Popolo nato a fine dell’anno scorso non c’è più.
2) La scelta di andare a votare su due statuti contrapposti è stata all’origine di questa divisione che è stata ricercata da ex opg, eurostop, clash.
3) Le scorrettezze in fase di votazione sono tali da rendere non valida la votazione sullo statuto.
4) La scarsa partecipazione al voto e lo scarso numero di voti per lo statuto 1 segnalano che la violazione delle regole si è accompagnato ad un fallimento politico testimoniato dai 3332 SI allo statuto 1: appena un terzo degli aderenti a Pap che si erano appositamente registrati per votare.
5) A questo punto Pap non ha più in alcun modo la funzione per cui era nata e cioè la funzione di aggregazione di massa. E’ evidente che questo problema resta aperto e occorrerà colmarlo a partire dai prossimi giorni e mesi.
Il dibattito – in streaming – è stato assai arretrato. Caratterizzato da una ricostruzione fatta dalla maggioranza dei membri del coordinamento relativa agli avvenimenti delle ultime settimane falsa e tesa unicamente a cercare, in tutti i modi, di motivare la validità del voto. Particolarmente fantasiose le argomentazioni in merito ai votanti, dove il dato banale di 3332 voti allo statuto 1 su 9091 aderenti è stato in tutti i modi aggirato per cercare di dimostrare l’indimostrabile e cioè che lo statuto era stato regolarmente votato ed approvato.
Alla fine, registrando che non vi era alcuna volontà di riaprire la discussione azzerando la votazione truffaldina, abbiamo abbandonato il Coordinamento.
Una sola considerazione conclusiva: E’ evidente che Pap non è più Pap. Occorre evitare che la domanda di attività politica che in questi mesi è stata catalizzata da Pap si trovi dinnanzi all’alternativa tra stare in una pap deformata o tornare a casa. Salvaguardare le assemblee territoriali nella loro autonomia, nella loro capacità di intervento politico cercando di salvaguardare la militanza che sui territori in questi mesi si è espressa e il progetto politico di costruzione di un movimento politico e sociale a vocazione popolare.

Qui c’è la registrazione del Coordinamento. Per chi vuole io sono al minuto 22, Dino Greco al 46, Marina Boscaino al 1,32 ed Eleonora Forenza a 1,57. Per quanto riguarda le balle spaziali raccontate in coordinaemento, Vi consiglio di ascoltare l’intervento della compagna Maria Antonietta, dell’assemblea di Lamezia a 1,08 che parla con lingua dritta.