Antonello Patta – responsabile nazionale lavoro del Partito della Rifondazione Comunista in merito alle misure inserite dal governo sul reddito di cittadinanza

Antonello Patta – resp.onsabile nazionale lavoro del Partito della Rifondazione Comunista:Le misure sul reddito di cittadinanza inserite dal governo Draghi nella manovra di bilancio stanno nel solco della progressiva trasformazione dell’#welfare in #workfare, il modello di matrice neoliberale che condiziona il reddito all’accettazione di un lavoro qualsiasi, anche precario, a breve termine, sottopagato. Le cifre stanziate sono del tutto insufficienti rispetto alla platea di 3,8 milioni di persone attualmente sostenute dal reddito di cittadinanza; infatti sono previste restrizioni ( da chiarire) sui requisiti e si riducono da tre a due il numero delle offerte congrue rifiutabili dalle persone in carico. Da tenere presente che non è mai stato chiaro cosa sia un offerta di lavoro congrua, lasciando ampi margini di arbitrarietà a svantaggio del lavoratore e che la seconda offerta di lavoro non rifiutabile pena la decadenza del reddito può obbligare le persone a spostarsi fino a 250 Chilometri di distanza dalla propria residenza. Questo avviene anche perché i nostri apprendisti stregoni si sono accorti che il sistema architettato, nella versione grillina della legge, per costringere a un lavoro qualsiasi non funzionava per il semplice motivo che in molte parti d’Italia, specie al sud non si arrivava mai a ricevere tre proposte di lavoro. E naturalmente non c’è nessuna intenzione di avanzare il piano del lavoro che sarebbe necessario perché questo confliggerebbe con le sacre leggi del mercato.Così prosegue il percorso di attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori per renderli sempre più ricattabili nella prospettiva di una completa subordinazione del lavoro al capitale.La lega e le destre brindano, gli alleati di governo, Pd e 5 stelle, non si stracciano le vesti”.