FAMILY DAY: Patta – (Prc/Se – Lombardia) «Uniamo la nostra voce ai tanti che protestano perché un’istituzione che dovrebbe rappresentare tutti viene utilizzata per operazioni demagogiche di parte.»

Milano, 22 gennaio 2016 – Comunicato stampa

FAMILY DAY: Patta – (Prc/Se – Lombardia) «Uniamo la nostra voce ai tanti che protestano perché un’istituzione che dovrebbe rappresentare tutti viene utilizzata per operazioni demagogiche di parte.»

 

La giunta Maroni ha reso nota l’intenzione d’aderire a livello istituzionale, con tanto di gonfalone della Regione Lombardia alla manifestazione del Family day e di sostenerla con una bella scritta a caratteri cubitali ed illuminata a giorno esposta sulla facciata del palazzo regionale.

Uniamo la nostra voce ai tanti che protestano perché un’istituzione che dovrebbe rappresentare tutti viene utilizzata per operazioni demagogiche di parte.

Non siamo stupiti perché il sostegno della Lega alla parte più retriva delle gerarchie ecclesiastiche rientra nell’obiettivo di rafforzarsi come partito d’ordine che tenta di tenere insieme tutti coloro i quali, dai fascisti di Forza Nuova all’Opus Dei, si pongono come difensori dei genuini valori della comunità di terra e sangue contro tutte le diversità e i cambiamenti

Però come tanti non possiamo fare a meno di chiederci se questi sono gli stessi individui che “ce l’hanno duro”? Gli stessi che, dopo aver largamente usufruito della legge sul divorzio (laica), si sono divertiti a celebrare matrimoni celtici con tanto di druido (Castelli, Calderoli) e riti dell’ampolla con le sacre acque del Po? Gli stessi che volevano spianare le famiglie rom, cattoliche, con le ruspe? Gli stessi che hanno plaudito per anni  un signore che  si divertiva ad organizzare festini a luci rosse? Ebbene sì proprio loro, come sempre sprezzanti del ridicolo e di cristallina coerenza rispetto ai veri valori del cristianesimo e della famiglia tradizionale.

Peccato che questi statisti illuminati non si rendano conto che la famiglia – tradizionale o no – si difende con politiche serie di conciliazione; dando la possibilità a tutti di abitare in una casa decorosa; riducendo le rette degli asili nido e delle mense; consentendo la possibilità anche a chi gode di limitate risorse finanziarie di ricevere un’istruzione adeguata e d’avere accesso ad un servizio sanitario degno di questo nome. In poche parole, ripristinando quello stato sociale che l’attuale amministrazione regionale – sorta di Robin Hood al contrario e senza soluzione di continuità con le politiche formigoniane – sta provando a distruggere, facendo suo il motto “togliere al pubblico, per dare al privato”.

I paesi civili si sono dotati di norme che garantiscono pari diritti a tutti. Per favore, questo farsesco teatrino, ipocrita e razzista, riservatelo alle feste di Pontida e lasciate che le istituzioni pubbliche ritrovino il loro carattere laico e rappresentativo di tutte le realtà e di tutti i cittadini!

#SvegliaItalia

#NonInMioNome