RETE NO CPR: LAMORGESE HA BLOCCATO PIU’ ONG DI SALVINI (LA “VARIANTE LAMORGESE” DELLA LINEA MINNITIANA E SALVINIANA)

“La ministra ha preferito il fermo amministrativo al sequestro: meno mediatico, più efficace. Durante il Conte 2 si è giunti allo stop in contemporanea di 7 battelli umanitari. L’ultimo rapporto dell’agenzia europea Frontex continua a stigmatizzarne il «ruolo vitale» nei flussi migratori del Mediterraneo centrale. E le Procure siciliane si sono rimesse in moto contro di loro. (…): quella sulle navi Ong è una battaglia mai finita.Anzi, grafici alla mano, si scopre che è stata ingaggiata più da Luciana Lamorgese che da Matteo Salvini, sia pure con mezzi diversi. (…) L’ammiraglio in congedo Vittorio Alessandro, portavoce della Guardia Costiera al tempo dell’operazione Mare Nostrum, sostiene che «la linea di Salvini, da lui soltanto declamata, è stata pressoché rispettata anche dopo la conclusione del suo mandato al ministero» (…)Fino a settembre 2019 (data di nascita del Conte 2 con l’avvicendamento tra Salvini e Lamorgese) contro le navi umanitarie si usava il sequestro penale, derivante dall’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (vigente il decreto Sicurezza 2). Dalla primavera 2020 in poi questa misura viene sostituita dal fermo amministrativo della nave, che tocca la Alan Kurdi e la Alta Mari a maggio-giugno, la Sea Watch3 e la Ocean Viking a luglio, la Sea Watch4 a settembre, di nuovo la Alan Kurdi e poi la Louise Michel a ottobre. È come se si passasse da una repressione politico-giudiziaria con Salvini a una dissuasione burocratica più serrata con Lamorgese. Un mutamento che potrebbe spiegarsi anche con i diversi profili: tutto mediatico Salvini, portato a enfatizzare a uso tv i blocchi in mare; tutta tecnica Lamorgese, incline alla sordina delle prefetture e delle capitanerie di porto. (…)E l’uso del fermo amministrativo è molto controverso. Il provvedimento si regge di volta in volta sulla contestazione di irregolarità tecniche, trattando i battelli umanitari alla stregua di navi commerciali: «Come se il comandante di una nave impegnata in ricerca e soccorso potesse decidere a un certo punto di interrompere le attività di salvataggio perché a bordo non si trovano in misura adeguata giubbetti salvagente, servizi igienici con scarichi a norma o zattere preinstallate con gli attacchi omologati a un numero di persone corrispondente a quello dei naufraghi…», osserva l’avvocato Fulvio Vassallo Paleologo, di Adif (Associazione diritti e frontiere). (…)”

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https://www.corriere.it/…/migranti-lamorgese-ha…

Hai voglia ad aspettare la “discontinuità”! Per altre vie, meno eclatanti e plateali, il governo Conte 2 (e quello attuale seguirà) ha mantenuto la guerra alle ONG e la linea minnitiana dei trattati milionari sottobanco per la gestione delle migrazioni che restituisce le vittime agli aguzzini. Sotto questo punto di vista, la situazione delle politiche di immigrazione è allo stato esattamente identica a quella in cui Ministro era Salvini.

  • I decreti di quest’ultimo restano attualmente in vigore per la gran parte, ed anzi hanno aumentato le discriminazioni anche ulteriormente discriminando su base della singola nazionalità di provenienza.
  • Respingimenti alla frontiera – sempre più esternalizzata e con sempre maggiore discrezionalità all’amministrazione -, e per chi entra, segregazione in luoghi non controllati (navi quarantena, hotspot, zone sterili degli aeroporti, “luoghi idonei”) e rimpatrio flash dai CPR “a porte girevoli”: questa la “variante Lamorgese” a quella che resta a tutti gli effetti una linea Minnitiana e Salviniana.
  • In tutto questo, il diritto di asilo (anche quello, meno tutelante, della “protezione speciale” che doveva venire a sostituire la soppressione del permesso umanitario da parte di Salvini) – tra un apparato congegnato apposta per impedire l’informazione sui diritti, passaggi flash da nave quarantena a CPR (o direttamente all’aeroporto), presunzioni, procedure accelerate, ostruzionismo delle Commissioni Territoriali e tecniche affinate di negazione di accesso agli uffici delle questure (vedasi quella di Milano) – resta, ancora più di prima, solo sulla Carta.

Questa mattina leggiamo di ius soli … E sorridiamo per non piangere.