CAPELLI (PRC-SE): VERGOGNOSO MANIFESTO APPARSO A MILANO CONTRO LA RU486. IL SINDACO INTERVENGA E LO RIMUOVA

CAPELLI (PRC-SE): VERGOGNOSO MANIFESTO APPARSO A MILANO CONTRO LA RU486. IL SINDACO INTERVENGA E LO RIMUOVA

È comparso a Milano un grande manifesto contro la RU486 che è un indegno cumulo di menzogne e una offesa a tutte le donne che decidono di abortire e di usare il metodo farmacologico e a tutte le donne di oggi e di ieri che hanno lottato per la autodeterminazione della donna, per la possibilità di interrompere la gravidanza senza passare dalla clandestinità. La legge 194,che le destre e lo schieramento patriarcale e integralista hanno tentato invano di fermare con un referendum abrogativo ha al suo interno dei meccanismi che di fatto impediscono una sua piena fruibilità, in particolare la obiezione di coscienza dei ginecologi costituisce anche ora un grande impedimento. Da anni la ricerca è la pratica medica ha messo a punto una pillola la RU486 che sottrae la donna alla ospedalizzazione, a un intervento chirurgico e anche ad ambienti ostili, con medici e personale e obiettore e dove spesso illegittimamente e scandalosamente operano i movimenti “pro vita”. Non a caso la RU486 è stata boicottata e criminalizzata in Italia. Fino a poco tempo fa si costringeva la donna a un ricovero Ospedaliero più lungo di quello necessario per la interrompere la gravidanza con raschiamento o isterosuzione, anche se negli altri paesi europei il protocollo aveva eliminato da tempo la degenza. Solo la lotta testarda del movimento delle donne con la costante contro informazione e la raccolta di firme di “pro choise ” ha portato a nuove linee guida nell’ agosto 2020,che autorizzano la RU486 fino alla nona settimana di gravidanza e senza obbligo di ospedalizzazione.È questa opportunità che si vuole colpire e intanto si ricomincia la campagna contro l’ aborto. La RU486 non è un veleno, non danneggia la salute della donna, le donne non sono assassine. Il Sindaco faccia togliere subito quella vergogna.,un miscuglio di misoginia e di notizie mediche false, una narrazione tossica patriarcale indegna di un paese civile.

Giovanna Capelli

Segreteria Regionale Prc/SE Lombardia