Rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico in Lombardia – Milano, Piazza della Scala 11 settembre

Rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico in Lombardia – Milano, Piazza della Scala 11 settembre dalle ore 10:00 alle ore 12:00

CAMPAGNA DICO32! COORDINAMENTO LOMBARDO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE
Rilanciare il servizio sanitario pubblico in Lombardia.
Dopo la lezione del COVID, in Lombardia è urgente una profonda revisione del servizio sanitario che investa nel pubblico, nella programmazione, nella prevenzione e nella medicina territoriale e di base.
la Regione dà invece solo risposte di facciata ancora una volta favorendo in particolare le strutture private e la concorrenza nella sanità che determina solo l’aumento del volume di prestazioni e non il reale risultato di salute.
Nella iniziativa di piazza presenteremo le nostre proposte, facilmente concretizzabili, ma molto differenti da quelle indicate fino ad oggi dalla Regione nella sua bozza di “riforma”.
Chiediamo a tutte le persone interessate a discutere di partecipare.

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COSA PROPONIAMO:
PROGRAMMAZIONE SANITARIA, GOVERNO PUBBLICO E CONTROLLO DEL SETTORE PRIVATO

Un Servizio sanitario non è un sistema di cure garantite in un mercato senza regole miranti ad acquisire clientela a cui erogare singole prestazioni per ottenere utili ma un servizio che ha come finalità la tutela del diritto alla salute e l’universalità delle cure. Tutto ciò è assicurato unicamente da una programmazione pubblica degli interventi utili basata su analisi epidemiologiche ed un controllo del settore privato in sanità.. Iniziando da un vero rifinanziamento delle strutture sanitarie pubbliche.


RUOLO CENTRALE DEI COMUNI E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
I comuni devono partecipare con parere vincolante all’elaborazione del Piano di salute Territoriale, nonché al monitoraggio e alla verifica dei servizi, istituendo anche forme di partecipazione dei cittadini.


DISTRETTI, PREVENZIONE, SANITÀ TERRITORIALE, CURE PRIMARIE, BACINI D’UTENZA CONTENUTI
I distretti, i servizi territoriali e le strutture intermedie, fra cui le case di comunità, devono essere a gestione esclusivamente pubblica. I distretti devono servire un’area con una popolazione variabile tra 50 e 100.000 abitanti secondo le caratteristiche del territorio. Deve essere creato in ogni ASST un Dipartimento di Prevenzione collettiva e individuale. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta vanno incentivati alla medicina di gruppo.


ASSETTO ORGANIZZATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE. CONTINUITA’ OSPEDALE-TERRITORIO.
Limitare la moltiplicazione dei centri decisionali con l’abolizione delle ATS. Le ASST devono avere il compito di coordinare la rete dei servizi pubblici e privati territoriali ed ospedalieri in un bacino di utenza omogeneo e definito, corrispondente al massimo al territorio di una provincia.. Devono analizzare i bisogni sanitari, gestire l’accreditamento e verificare i risultati di salute.. I presidi ospedalieri privati vanno coordinati dalle ASST secondo gli accordicontrattuali definiti in base alla programmazione territoriale. La continuità ospedale­-territorio deve essere una priorità dell’ASST.


RAPPORTO PUBBLICO-­PRIVATO: PRIORITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO,SOSPENSIONE NUOVI ACCREDITAMENTI E REVISIONE DELLE NORMATIVE SULL’ACCREDITAMENTO.
Il principio della concorrenza tra gli erogatori pubblici e privati intesi come fornitori di prestazioni va superato. La Regione garantisce l’utilizzo di ogni finanziamento pubblico allocandoli in maniera prioritaria al servizio pubblico. I rapporti tra Servizio Sanitario Regionale e soggetti privati accreditati vanno regolati da contratti di fornitura di servizio concordati su obiettivi della programmazione regionale e locale, con indicazioni sui risultati attesi. I contratti di fornitura vanno verificati annualmente in base ai risultati raggiunti e possono essere temporaneamente sospesi per inadempienze, fatturazioni improprie e irregolarità verificate in sede giudiziaria.


CONTENIMENTO ED ELIMINAZIONE DELLA LIBERA PROFESSIONE INTRAMURARIA.


La libera professione intramuraria va limitata e comunque subordinata al rispetto dei tempi massimi di attesa delle prestazioni, prevedendone la sospensione quando si superi una certa soglia di attesa, escludendo che si possa svolgere nei distretti., ampliando nel contempo l’attività istituzionale con un numero di personale dipendente adeguato.
GESTIONE LISTE D’ATTESA LEGATE AGLI OBIETTIVI DEI DIRETTORI GENERALI E ALLA MASSIMA TRASPARENZA.


La gestione delle liste d’attesa deve essere legata agli obiettivi dei Direttori Generali e dei responsabili unici delle liste d’attesa, alla massima trasparenza e contenimento dei tempi d’attesa previsti. La regione deve prevedere il blocco delle attività di libera professione intramoenia in caso di superamento dei tempi d’attesa previsti.


SOSTENERE LA RICERCA PUBBLICA INDIPENDENTE. IMPEDIRE FORME DI SANITÀ INTEGRATIVA E CONSEGUENTI DISEGUAGLIANZE NELL’ACCESSO AI SERVIZI.
RITIRARE LE RICHIESTE DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA.