IL PRC LOMBARDIA SOSTIENE LA RACCOLTA FIRME SULLA PROPOSTA DI LEGGE PER IL DIRITTO ALLA CANNABIS TERAPEUTICA IN LOMBARDIA

LOMBARDIA: negato il diritto alla cannabis terapeutica 

Nel lontano aprile 2007 il Ministero della Salute ha riconosciuto il valore farmacologico della cannabis e ha demandato alle regioni la regolamentazione per la commercializzazione dei medicinali a base di cannabinoidi.

Le regioni: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto hanno già regolamentato la rimborsabilità del più antico degli stupefacenti assai utile per molte patologie. In queste regioni la cannabis sarà così prescritta anche dai medici di famiglia e distribuita, a carico del Servizio Sanitario, da tutte le farmacie.

In Lombardia purtroppo al cittadino, affetto ad esempio da sclerosi multipla, da dolori neurologici cronici, da Sla ecc. il diritto a ricevere cure a base di cannabis e principi cannabinoidi è ancora pressocchè vietato. A fronte di questo diritto negato in molti casi familiari e pazienti sono costretti a rivolgersi agli spacciatori del mercato nero, trasformandosi grazie a Maroni, alla Lega Nord e al centro destra lombardo in “pazienti-criminali”. La regione Lombardia deve rompere subito ogni tabù e indugio adottando, con una adeguata copertura finanziaria, la regolamentazione, che deve essere assolutamente semplice e non farraginosa per non complicarne l’uso da parte dei pazienti, per l’accesso gratuito ai farmaci a base di cannabinoidi.

Questo però non basta.

Poiché importare dall’estero prodotti a base di cannabinoidi ha costi abnormi è necessario prevedere la possibilità di coltivare la cannabis in sicurezza sotto il controllo dello “stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze”.

IVITIAMO DUNQUE TUTTE/I LE/I CITTADINE/I A FIRMARE LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE E TUTTE/I LE/I NISTRE/I ISCCRITTE/I AD ATTIVARSI PERT SOSTENERE QUESTA IMNPORTANTE BATTAFLIA DI CIVILTA’.

INDICAZIONI DI CARATTERE OPERATIVO SEGUIRANNO A BREVE.

 

La Segreteria regionale