SCIOPERO AMAZON IN LOMBARDIA

SCIOPERO AMAZON IN LOMBARDIA

In merito allo #sciopero indetto ieri in #Lombardia dalle #RSU di fattorini, driver e addetti alle consegne di #Amazon – Maurizio #Acerbo, segretario nazionale e Antonello #Patta – Responsabile nazionale lavoro di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea hanno dichiarato:

«Rifondazione Comunista sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Amazon e di tutte e tutti quelle/i che si organizzano contro le forme di sfruttamento selvaggio diffuse nell’economia delle piattaforme nei tanti settori dove il mercato del lavoro è diventato un far west senza regole e per riconquistare condizioni normative e salariali minime indispensabili per garantire una vita dignitosa.

Lo sciopero indetto ieri dalle RSU di fattorini, driver e addetti alle consegne di Amazon per la rivendicazione di uguali trattamenti per i driver di tutte le aziende che operano nelle filiere non solo è sacrosanto ma è assai più importante di tutte le chiacchiere di una politica spettacolo incapace di restituire i diritti rubati a milioni di lavoratrici e lavoratori e di far pagare le tasse a multinazionali come Amazon.

L’alternativa alla solitudine disperata degli sfruttati raccontata dall’ultimo film di Ken Loach è la lotta collettiva per la difesa dei propri diritti.

Lo sciopero è la giusta risposta al rifiuto di aprire le trattative da parte di Assoespressi (associazione datoriale di rappresentanza) che con la solita arroganza ha dato come risposta il taglio di svariate “rotte” e di conseguenza la mancata stabilizzazione di molti lavoratori e l’aumento dei carichi di lavoro per i corrieri rimasti.

Fanno bene le RSU e le organizzazioni sindacali a rivendicare che Amazon si assuma le proprie responsabilità obbligando tutte le aziende della filiera a garantire buste paga uguali per tutti e in regola, stabilizzazioni e la riduzione dei pesantissimi carichi di lavoro.

La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Amazon è un importante segnale verso i “signori delle piattaforme” che in questi anni hanno continuato a macinare profitti a spese dei diritti e della dignità di migliaia di lavoratrici e lavoratori costrette/i spesso a condizioni di lavoro insostenibili, compensi irrisori e mancanza delle basilari norme di sicurezza.

Il profitto ad ogni costo non può prevalere sui diritti e sulla salute di chi lavora. E’ ora di riempire le piazze per riconquistare diritti sociali».

20/02/2020


Partito della Rifondazione Comunista
Prima le Lavoratrici e i Lavoratori

#facciamocomeinfrancia