PER NON SUBIRE PASSIVAMENTE “LA BUONA SCUOLA” di Pierluigi Tavecchio

INIZIA IL NUOVO ANNO E RIPRENDONO LE LOTTE CONTRO LO SMANTELLAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA

Docenti e dirigenti scolastici, studenti, personale ATA e genitori si troveranno, a partire da settembre a fare i conti con la legge 107 (la sedicente buona scuola) che come è stato più volte ricordato, è in aperto contrasto con la Costituzione per quanto riguarda questioni essenziali come la libertà di insegnamento e l’ autonomia del collegio dei docenti nella definizione delle linee didattiche del singolo istituto.
Nella legge 107 inoltre, anche i rappresentanti dei lavoratori e le RSU regolarmente elette vengono messe da parte per fare spazio ad una specie di contrattazione individualizzata tanto cara a Confindustria, Renzi e dirigenti scolastici con smanie autoritarie.Una vera e propria ‘mala scuola’ che riduce gli spazi di partecipazione e che nega il diritto allo studio destinando sempre meno risorse alla suola pubblica e favorendo apertamente il finanziamento a quelle private.

E’ necessario aprire quindi più fronti di lotta per rivendicare diritti di lavoratori e studenti ;

Per questo motivo è da salutare favorevolmente anche il documento unitario prodotto il 28 agosto da un ampio schieramento di forze sindacali intitolato significativamente
“ Risparmiamo alla scuola gli effetti più deleteri della legge 107/2015”.
Anche da una battaglia difensiva come questa si può e si deve ripartire per unire le forze democratiche sul perseguimento di obiettivi minimi ma non per questo meno significativi quali la valorizzazione delle prerogative del collegio dei docenti e l’immediata ripresa della contrattazione d’ istituto già a partire da 15 settembre.

Ma non basta; per salvare la scuola pubblica dobbiamo assolutamente proseguire in un lavoro di informazione e di alfabetizzazione sui contenuti della legge 107; è ancora molto basso anche nel mondo della scuola il livello di consapevolezza sui contenuti di questa legge e dobbiamo moltiplicare gli sforzi per diffondere tutte le elaborazioni e gli strumenti che in questi mesi sono state prodotte anche dal nostro partito ( qui link http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2015/07/Legge107-2015-con-indice.pdf)

Un terzo e significativo passaggio deve essere quello di diffondere e sostenere proposte di legge di iniziativa popolare come quella che abbiamo conosciuto come LIP che in realtà possiede il più lungo ed impegnativo nome di “Norme generali sul sistema educativo di istruzione statale nella
scuola di base e nella scuola superiore”.

E’ necessario inoltre stimolare un dibattito politico e culturale che riguardi anche una visione della scuola e della sua funzione sociale; sarebbe questa anche l’ occasione per uscire dalla frammentazione delle vertenze che in questi ultimi anni si è prodotta ; troppe volte le rivendicazioni dei lavoratori della scuola e quelle degli studenti non si sono confrontate e si sono perse per strada.

Mettere in discussione la ‘buona ‘ scuola, sottolinearne le contraddizioni ed i pericoli e ripensare la scuola pubblica e la scuola della costituzione è necessario anche per creare in Italia il clima favorevole per un altro obiettivo: quello di arrivare , come si diceva all’ inizio dell’ estate, anche in tema di scuola all’ avvio di una campagna referendaria per l’abrogazione della legge 107/ 2015;

La scuola ci propone grandi temi culturali e politici ma anche la necessità di mobilitarci per la soddisfazione di bisogni elementari.
Proprio in Lombardia, dove di recente la giunta Maroni è stata messa sotto accusa da una class action che ha messo in luce la disparità di finanziamenti regionali (tutta a favore delle scuole private ) abbiamo molte migliaia di studenti che, a causa del ritardo di emanazione delle delibere regionali , non hanno ancora ricevuto i buoni per l’acquisto dei libri di testo; con l’avvicinarsi dell’ inizio delle lezioni c’e rischio che questi nuclei famigliari con un reddito bassissimo ( inferiore ai 15000 € all’anno) debbano fare i salti mortali per anticipare la spesa di tasca propria e che , una volta ricevuto il buono in ritardo non possano utilizzarlo per il successivo anno scolastico essendo questo riferito al 2015/16.

Per questo motivo dobbiamo mobilitarci per impedire questa ulteriore discriminazione nei confronti delle fasce più povere della popolazione e pretendere, insieme ad una comunicazione ufficiale alle scuole che allunghi i tempi di acquisto dei libri di testo per questi studenti, anche la possibilità che la regione garantisca il rimborso in denaro contante per chi ha anticipato la spesa