Una scuola narcotizzata? Qualche proposta per svelare le bugie di Renzi e contrastare la ‘buona’ scuola.

di Pierluigi Tavecchio.

Siamo costretti ad ammettere che la legge 107 del luglio 2015, la cosiddetta buona scuola, sta cominciando a produrre i primi danni visibili.

Parliamo innanzitutto del clima che si respira nelle scuole, specialmente fra i docenti, dopo l’applicazione di due provvedimenti:

a) l’elargizione di un buono spesa di 500€ a tutti i docenti di ruolo

b) l’immissione in ruolo di circa 100.000 docenti precari con anni e anni di esperienza

 

La prima è una mancia , sotto forma di buono-acquisto per libri, ingressi a cinema, teatri, corsi di aggiornamento a pagamento, strumenti informatici…; con questa mossa il governo Renzi tenta di bloccare ogni rivendicazione salariale degli insegnanti e fa dire ai suoi seguaci su twitter cose del tipo “ vediamo se hanno il coraggio, con 500 euro già in tasca , di lamentarsi per il mancato riconoscimento della loro professionalità, vediamo se hanno ancora da sbraitare  contro la distruzione della scuola pubblica quando il governo regala 500 euro per il loro aggiornamento”

Diversi docenti ci cascano e si dicono contenti e rincuorati; l’effetto anestetico del bonus fa loro dimenticare che il nostro contratto nazionale non si rinnova dal 2009 e non li fa indignare per l’ultima proposta di aumento salariale di 5 ( cinque) euro netti al mese;

La mancia di 500 euro non servirà per migliorare la preparazione dei docenti; al massimo aumenterà un pochino  i consumi nel campo dell’ editoria, dello spettacolo, dell’ informatica; l’autoaggiornamento che funziona,  invece , è quello che si fa garantendo  la possibilità di ottenere  permessi retribuiti per ragioni di studio,  libera frequenza a corsi universitari, attività di stage presso altre scuole.

Ancora più grande è l’effetto mediatico e politico delle assunzioni in ruolo dei precari.

Delle 155mila assunzioni iniziali con la Buona Scuola  arriveremo alle 100mila definitive, e resterà scoperta qualche decina di migliaia di posti da assegnare con altri contratti precari..

Sbandierate  dal governo Renzi  come la cancellazione del precariato, queste 100.000 assunzioni sono in realtà un atto dovuto: il governo non fa che adeguarsi ad una sentenza della corte di giustizia europea che colpiva il comportamento dell’ Italia proprio per il  ricorso massiccio e sistematico a contratti di lavoro temporaneo su posti di lavoro fissi.   Renzi e Giannini non sono bravi e generosi ,ma sono semplicemente corsi ai ripari , eseguendo la volontà della commissione europea per non incorrere in pesanti sanzioni;

Il governo si prende meriti che non ha: ricordiamolo all’ opinione pubblica  e a tutti i colleghi appena immessi in ruolo , affinchè la stabilizzazione della loro condizione professionale non li porti, come sta già succedendo, ad allentare l’attenzione e la mobilitazione sui loro diritti di lavoratori ;

Stiamo infatti entrando in una fase durante la quale sarà assolutamente necessario contrastare l’applicazione di altri provvedimenti  previsti dalla legge 107;

Innanzitutto la cosiddetta valorizzazione del merito del personale docente; ogni insegnante sarà sottoposto al giudizio di un comitato di valutazione che alla fine dell’ anno premierà con una quota di salario i più meritevoli;  in ogni scuola si profila all’ orizzonte una competizione esasperata  e  selvaggia  regolata da norme assolutamente generiche; la domanda che si pone nell’ immediato è come rapportarsi con questa normativa? Che fare al momento della costituzione dei cdv in ciascun  istituto? E’ forte la tentazione del boicottaggio totale ed è diffusa, e per certi versi comprensibile,una posizione di netto rifiuto, ma crediamo sia più utile e comprensibile una strategia che miri a  depotenziare il provvedimento, riducendone gli effetti più nefasti :

Bisogna evitare che si scateni una competizione tra docenti per essere i primi della classe, con il risultato finale di lavorare tutti di più con meno salario;                                                                             bisogna escludere dal giudizio i contenuti della didattica   e  i risultati degli alunni nelle prove di verifica, bisogna        evitare che la valorizzazione del merito comporti attività aggiuntive.

Una strada che si sta praticando è quella di  approfittare della voluta genericità della legge a proposito dei criteri di attribuzione del merito proponendo nei cdv che sono in via di formazione criteri alternativi  dopo averli sottoposti al vaglio dell’ assemblea dei lavoratori : ecco qualche esempio:  va riconosciuto come merito  il lavoro che tanti docenti già fanno per la scuola, finora gratuitamente; sono attività, tutte documentabili, indispensabili per il buon funzionamento dell’istituzione scolastica o che comunque hanno su di essa una ricaduta positiva: frequenza di corsi di aggiornamento, autoaggiornamento, predisposizione di piani didattici per alunni in difficoltà, progettazione e accompagnamento di viaggi d’ istruzione, partecipazione a lavori interdisciplinari…

Certo, si tratta di una battaglia difensiva, ma in grado di far pesare la volontà dei lavoratori nella determinazione del loro salario e quindi delle loro condizioni materiali di vita; una battaglia che potrà essere vinta  cercando il consenso di genitori e studenti presenti nei comitati di valutazione ;

Uno stretto legame fra le componenti della scuola dovrà essere realizzato per vigliare anche sulla cosiddetta ‘alternanza scuola lavoro’ che da quest’anno riguarderà anche i licei; occorrerà metter in campo la massima vigilanza possibile per evitare che le 70 ore di lezione  all’anno che dovranno essere svolte in ‘azienda’ o presso enti esterni alla scuola si trasformino ,per gli studenti, in lavoro gratuito e in  mansioni non formative perchè eccessivamnte parcellizzate e ripetitive o addirittura pericolose; per questo motivo, nella costruzione delle convenzioni occorrerà  prevedere che una parte del tempo di alternanza sia dedicato ai diritti dei lavoratori e pretendere che enti e aziende, oltre ad investire regolarmente anche per la formazione dei propri dipendenti e per la ricerca, dimostrino di essere in regola per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro e le emissioni nell’ ambiente ,