Crema / Diritto alla Casa / Lettera di Mario Lottaroli.

Egregio Direttore,

per molte famiglie il diritto alla casa rimane un sogno difficile da realizzare, in quanto la questione delle abitazioni non riceve dalla politica e dalle Istituzioni l’attenzione che merita.

In Italia il problema della casa ha radici storiche profonde (la rendita fondiaria da sempre condiziona l’assetto delle città e del territorio), ad aggravarlo hanno contribuito le devastazioni della seconda guerra mondiale, i ricorrenti terremoti ed il dissesto idrogeologico del territorio, frutto delle politiche irrispettose dell’equilibrio ambientale.

Il censimento Istat del 2011 ha certificato che nel nostro Paese vi sono più di 7 milioni di appartamenti sfitti. A Crema una ricerca del 2012 , commissionata dall’Amministrazione Comunale a tre noti architetti, ha contato in città 2.672 appartamenti vuoti.

Un patrimonio enorme inutilizzato ed uno scempio ambientale imperdonabile.

Nonostante questa abbondanza di abitazioni, migliaia di famiglie e cittadini, molti dei quali anziani, sono condannati alla precarietà o costretti a vivere in abitazioni fatiscenti al di sotto del livello di civiltà riconosciuto comunemente come dignitoso ed auspicabile.

In Italia nel 2015 sono state 65 mila le sentenze di sfratto esecutivo (non ho trovato un dato più recente) di cui almeno il 90% per morosità incolpevole, dato Cisl e Sicet, mentre nel Cremasco, attualmente, sono circa 80 gli sfratti esecutivi. Anche in questo caso la causa prevalente è rappresentata dalla morosità incolpevole. In città le domande per accedere ad una abitazione pubblica sono circa 400 ed è scontato che con le unità abitative attualmente disponibili è impossibile che tutte vengano accolte.

Per ovviare all’impellente necessità di dare un tetto ad alcune famiglie sotto sfratto, come nel primo dopoguerra, si è tornati alla coabitazione di più nuclei familiari.

Ma non si deve dimenticare che in città, vi sono circa 30 alloggi pubblici sfitti da tempo, in attesa di manutenzione.

Penso che a fronte dell’emergenza casa la sistemazione e l’assegnazione degli appartamenti disponibili debba essere una priorità assoluta, sia da parte dell’Amministrazione comunale, sia da parte dell’Aler.

E’ opinione diffusa che, con l’enorme numero di appartamenti di proprietà privata a disposizione, sarebbe folle pensare di costruirne di nuovi, sottraendo altro territorio all’agricoltura o al verde urbano.

Per queste ragioni ritengo che sarebbe più che giustificato un provvedimento coercitivo, del Governo e del Parlamento, nei confronti del patrimonio delle abitazioni sfitte di proprietà delle grandi immobiliari, delle banche, delle compagnie assicurative, delle società finanziarie, ecc.

Un tale provvedimento troverebbe fondamento, a mio parere, nell’art. 42 del Titolo III della Costituzione Repubblicana “ la proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”.

Certo, un’iniziativa di questo tenore richiede alla classe politica una sensibilità al problema superiore a quella mostrata finora e una determinazione almeno pari a quella mostrata nel soccorso, molto oneroso, ad istituti bancari per niente trasparenti che, in più casi, hanno truffato senza ritegno  azionisti e risparmiatori.

Cordiali saluti.

Mario Lottaroli